Un recente studio dell'Institute on the Environment della University of Minnesota evidenzia come l'attuale consumo di carne costituisce un evidente spreco calorico su scala mondiale. A questo aggiungo personalmente le indicibili sofferenze inflitte a milioni di animali allevati in tutto il mondo spesso in situazioni miserabili e i pesanti effetti sull'ambiente di simili allevamenti.

 

Secondo gli scienziati della University of Minnesota, se gli Stati Uniti smettessero di allevare bovini potrebbero nutrire tre volte tanto il numero di persone che sfamano ora. Considerati i milioni di persone che nei civili States vivono in situazione di povertà estrema, va da sé come la riduzione del consumo di carne potrebbe influenzare direttamente la percentuale di povertà. Immaginate questi effetti su scala mondiale.

 

Lo studio spiega che le calorie assunte da una persona che si nutre di carne bovina rappresentano appena il 10 per cento di quelle consumate dall'animale nutrito con prodotti agricoli. Nel passaggio dunque si disperdono enormi quantità di calorie che potrebbero essere utilizzate direttamente per il consumo umano. Insomma un inutile spreco di calorie che costituisce uno sfregio a tante persone che non hanno i mezzi per procurarsi nemmeno quelle indispensabili per vivere.

 

Se i risultati di questo studio vengono letti insieme agli altri effetti del consumo massiccio di carne su scala mondiale, dalle emissioni di CO2 alle inutili sofferenze inflitte a milioni di animali, alle stime mondiali di povertà estrema e al fatto che la domanda di alimenti dell’intero pianeta è destinata a raddoppiare entro il 2050, appare evidente come mangiare carne non sia più una mera scelta di vita personale ma una questione di civiltà e responsabilità sociale.

 

So che adottare una dieta vegetariana non è un passo facile e richiede una certa forza di volontà, almeno all'inizio. Personalmente ho fatto questa scelta  di fronte alle tante assurdità che il consumo di carne implica.

 

 

Andrea Zanoni