Il rapporto del WWF è tremendo: in meno di mezzo secolo abbiamo perso oltre due terzi della fauna selvatica, -68% dal 1970 al 2016. E le responsabilità sono in gran parte umane, visto che la causa principale è la distruzione degli habitat naturali, soprattutto per far spazio all’agricoltura. 
È stato giustamente definito un ‘ecodicio’, le cui conseguenze sono pericolose per l’umanità: la distruzione della biodiversità, infatti, crea le condizioni per nuovi virus e pandemie. Il pianete continua a lanciare segnali d’allarme che dobbiamo assolutamente ascoltare, rivedendo anche il sistema di consumo e produzione di cibo, diventato insostenibile.
Nel 2015 è stata sottoscritta da 193 Paesi dell’Onu l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con 17 obiettivi. Il Veneto è in grave ritardo proprio sul numero 15, ‘Vita sulla Terra’ ovvero uso sostenibile dell’ecosistema, tutela foreste e della biodiversità. Ma non ci sono segnali di inversione di rotta: siamo la prima regione per consumo di suolo e si continuano a ridurre le aree verdi. Incuranti del fatto che la natura poi ci presenterà il conto.