Da ieri 18 giugno 2013 entra in vigore la nuova legge numero 220/12 che riforma alcuni passi fondamentali del regolamento condominiale italiano con importanti novità per i nostri amici animali. Diventa ad esempio finalmente vietato “vietare la presenza di animali domestici negli appartamenti”. A mio avviso è una questione innanzitutto di legalità, visto che viene così tutelata la libertà di tutti di vivere con il proprio animale, e poi di civiltà, visto che si mette la parola fine a una discriminazione ingiustificata nei confronti degli animali e di chi, come me, li considera una presenza fondamentale della propria vita.

 

 

Basta a discriminatorie disposizioni a cani e gatti e a tutti gli animali domestici. Decadono di colpo tutte le limitazioni o divieti al possesso di animali e le clausole contrattuali che fino ad oggi molti di noi erano costretti a subire. La nuova legge riguarda anche le aree condominiali comuni, dalle quali, ad esempio, non sarà più possibile catturare e allontanare le colonie feline a meno che non si tratti di interventi sanitari o di soccorso motivati. Basta assurdi divieti e intimidazioni ai danni di chi non vuole fare altro che prendersi cura del proprio animale, finalmente è finita.

 

La portata di questa riforma è rilevante se pensiamo che, secondo dati Eurispes, la metà delle famiglie italiane, il 55,3%, ha in casa uno o più animali domestici, un dato in netta crescita rispetto al 2012 quando la percentuale si attestava al 41,7% (+13,6). L'animale più diffuso nelle case degli italiani è il cane, presente nelle dimore del 55,6% degli italiani, seguito dal gatto (49,7%), dai pesci (9,7%), dai volatili (9%), dalle tartarughe (7,9%), dai conigli (5,3%), dai criceti (4,6%), dai rettili (1,1%), fino ad arrivare agli animali esotici (0,8%).

 

Si perché fino ad oggi la non tolleranza di molte persone, e per carità anche la mancanza di educazione di altre, è stata causa di oltre 2 milioni di cause in tribunale, anche se la maggior parte delle volte tutto si è concluso con un nulla di fatto. Niente divieti e contenziosi vuol dire indirettamente anche meno abbandoni di animali da parte di chi, scegliendo la peggiore delle opzioni possibili, ha deciso fino ad oggi di disfarsi del povero animale per non incorrere in multe o peggio.

 

Ma attenzione: la buona notizia deve essere accompagnata anche da una maggiore assunzione di responsabilità. Poter vivere liberamente con il proprio animale non deve andare a detrimento del rispetto delle altre persone. Ecco allora che amare il proprio cucciolo vuol dire anche educarlo a non sporcare i luoghi comuni e ad assumere una condotta “civile”. Sì perché, ne sono convinto, il comportamento di un animale spesso rispecchia quello del suo padrone, se il secondo è un maleducato il primo non può essere da meno.

 

Per tutti i dettagli della riforma normativa, vi invito a rivolgervi alla vostra “associazione animalista di fiducia”, dove sono sicuro ricevere tutto l'aiuto di cui avete bisogno. Per quanto mi riguarda oggi è una gran bella giornata, una giornata di libertà e civiltà.

 

Andrea Zanoni