Purtroppo domenica 19 agosto, come ogni anno, si è svolta a Sacile (PN), la “Sagra dei Osei”. Nonostante i continui appelli degli animalisti continua ad andare in scena questa barbara usanza che vede gli uccelli intrappolati nelle minuscole gabbiette dove sono costretti a trascorrere tutta la loro esistenza.  Quest’edizione ha visto almeno 200 manifestanti arrivare da tutto il Triveneto, la Lombardia, l’Emilia, la Toscana e il Piemonte per dire basta agli animali usati come fenomeni da baraccone. È questo il vero segnale del cambiamento in atto. Quello che non cambia, invece, è l’atteggiamento dei cacciatori e degli espositori che partecipano alla fiera: gli Animalisti FVG, LAC, LAV e l’associazione “Venus in fur” sono diventati ancora una volta bersagli dei loro insulti e delle loro minacce. Un allevatore ha addirittura aggredito una manifestante che ha riportato contusioni con una prognosi di sei giorni.
Sono convinto che questo tipo di fiera debba essere eliminata, perché non si può parlare di tradizione davanti alla sofferenza degli animali. I protagonisti involontari della sagra di Sacile sono uccelli che vivono in condizioni incompatibili con la loro natura. Come tutti gli uccelli da richiamo, sono sottoposti a trattamenti perché compiano azioni contrarie al loro istinto. Guardando gli amici alati dentro quelle gabbie io non vedo la natura, messaggio che gli organizzatori delle fiere ornitologiche e venatorie vorrebbero far passare. Vedo uccelli che non riescono nemmeno ad aprire le ali e faccio addirittura fatica a immaginare che possano essere stati liberi di volare attraverso interi continenti.
Alla vigilia della sagra di domenica scorsa ho rivolto un appello ai possibili visitatori. Voglio ripeterlo oggi perché vale per le tutte le fiere con competizioni canore o semplicemente con esposizione degli animali selvatici che, purtroppo, sono numerosissime in Italia. Non partecipate a queste manifestazioni e non rendetevi complici del maltrattamento. Se desiderate osservare la natura andate in montagna o in campagna e con binocoli e cannocchiali assisterete al vero miracolo che la natura può offrire. Lo spettacolo non richiede pagamento di biglietti, ma solo il rispetto per gli animali che è un sentimento che alla sagra di Sacile non conoscono.
Come mai gli uccelli compiono il loro canto nuziale a fine agosto alle fiere, quando in natura lo emettono solo nella stagione riproduttiva primaverile? La risposta è molto semplice: gli uccelli costretti in cattività vengono sottoposti a trattamenti che alterano  il loro ciclo biologico e non rispondono più alle regole della natura. È uno spettacolo fortemente diseducativo, soprattutto per le giovani generazioni che dovrebbero invece capire che la fauna selvatica va tutelata nel suo habitat, come impongono le leggi comunitarie ed internazionali (VIDEO).

 

Andrea Zanoni