Il sito MEPranking.eu ha pubblicato la classifica annuale della presenza degli Eurodeputati alle sessioni plenarie del Parlamento europeo di Strasburgo nel 2012, il momento topico di tutta l'attività parlamentare. Questa classifica mi vede primo tra i 73 eurodeputati italiani per presenze a Strasburgo e anche primo tra tutti gli 85 deputati del gruppo politico ALDE (di cui fa parte IdV) al Parlamento europeo. Non voglio né applausi né lodi. Mai come oggi l'Europa e la politica hanno bisogno di serietà e partecipazione. Essere presente alle sessioni plenarie del Parlamento europeo, ovvero alle votazioni di importanti dossier riguardanti la vita di tutti noi è un dovere morale per noi rappresentanti dei cittadini italiani. Peccato che non tutti i miei colleghi la pensino così.

Secondo la classifica di MEPranking.eu, i 73 europarlamentari italiani sono al ventitreesimo posto su 28 delegazioni nazionali (dai 27 paesi membri dell'Ue più la Catalogna, considerata separatamente rispetto alla Spagna) nella classifica riguardante la presenza nelle sessioni plenarie dell'Assemblea di Strasburgo (aggiornato al 30 dicembre). Nonostante la media delle presenze per gli italiani sia del 86,12%, alcuni deputati superano appena il 60%.

 

In questa classifica mi ritrovo primo insieme a due altri colleghi (su 73) con il 100% delle presenze. A questo dato si sommano le 137 interrogazioni presentate in un anno e mezzo di carica (da settembre 2011). In questo momento di crisi europea, è fondamentale essere presenti a Bruxelles e Strasburgo per difendere gli interessi dei nostri concittadini. Mancare visita, al di là delle emergenze personali, è irresponsabile nei confronti delle generazioni future che dovranno fare i conti con le decisioni che vengono prese oggi. In un periodo in cui sempre più famiglie stentano ad arrivare a fine mese e l'Europa intera si trova nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, per noi eurodeputati italiani essere presenti a Bruxelles e Strasburgo è un dovere morale.

 

Purtroppo devo ammettere che il fenomeno dell'assenteismo italiano non è limitato alle sole sessioni plenarie di Strasburgo. Anche nelle commissioni parlamentari e nelle riunioni di gruppo politico (le grandi famiglie che raccolgono partiti simili nei diversi stati Ue) troppi posti degli italiani sono spesso vuoti. Io me ne accorgo in commissione Ambiente, dove a volte mi ritrovo ad essere addirittura l'unico italiano presente, nonostante i dossier importantissimi che vengono votati, dalla tutela della biodiversità alle falde acquifere, dall'uso dei pesticidi agli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 in Europa che nuocciono al clima, a importanti votazioni in merito a dossier sulla salute e sanità pubblica.

 

Lo ripeto ancora: essere presenti alle riunioni del Parlamento europeo è un dovere morale per tutti noi rappresentanti dei cittadini italiani. Ovviamente questo non basta: alla presenza deve seguire un'attività politica seria ed interessata, e questo perché l'Europa e la politica stessa sono delle cose serie. Mi auguro che prima o poi lo capiscano tutti.

 

Andrea Zanoni