Mercoledì scorso qualcuno ha appiccato il fuoco a parte di un boschetto vicino casa mia. Si tratta di un'ampia area ecologica che curo personalmente con amore e dedizione. Le fiamme, alte fino a sette metri, hanno bruciato una quarantina di piante ad alto fusto e un centinaio di piccoli alberi. Purtroppo nell'incendio è verosimile che siano morti molti piccoli animali come ricci, toporagni, lucertole e rospi. L'incendio è di origine dolosa come accertato dai carabinieri ai quali ho fatto denuncia. Temo che si tratti di un atto intimidatorio, qualcuno ha cercato di farmi paura, di ostacolare le mie battaglie per la protezione dell'ambiente, degli animali e della nostra salute. A questo “qualcuno” voglio dire che è riuscito soltanto a rendermi ancora più determinato.

L'incendio è stato appiccato in più punti. Le fiamme hanno distrutto decine di piante come noci, olmi, querce, roveri, sambuchi, acacie, ciliegi, prugni selvatici, edera, bagolari, sanguinelle, frassini, carpini e ontani. Si tratta di una siepe secolare ricca di biodiversità e tutelata dal piano del verde del comune di Paese e classificata come corridoio ecologico vista l'elevata valenza naturale ed ambientale. Scontata la strage di piccoli animali che abitavano quest'area. Per fortuna le fiamme non si sono propagate nel limitrofo bosco di 2800 piante altrimenti sarebbe stato un vero e proprio disastro ambientale ed ecologico.

 

Viste le modalità dello scoppio dell'incendio, le forze dell'ordine propendono per un atto doloso. Ovvero qualcuno il fuoco l'ha appiccato. Non vedo altri motivi per un simile folle gesto, che avrebbe potuto avere anche conseguenze peggiori, che un atto intimidatorio. Un atto che vuole farmi paura molto probabilmente in relazione alla mia attività di eurodeputato. I sospetti sono a 360 gradi. Probabilmente con la mia recentissima serie di conferenze “Fermiamo i Predoni del nostro futuro” ho dato fastidio a qualcuno che adesso mi ripaga in questo modo. Recentemente mi sono occupato della speculazione edilizia e cementificazione del territorio, del progetto di mega macello di Barcon e dell'insediamento commerciale Ikea, e poi ancora l'elettrodotto di Terna e la mega discarica di amianto (quest'ultima conferenza si è tenuta il 13 luglio) che si vuole imporre ai cittadini di Paese. Senza dimenticare le battaglie europee contro i pesticidi e la caccia in deroga che vede l'Italia a rischio procedura d'infrazione e pesanti multe per i regali ai cacciatori della regione Veneto e Lombardia. Evidentemente la mia azione sul territorio e in Europa sta dando dei frutti che a qualcuno danno fastidio.

 

Non voglio e non posso accusare nessuno, ma di fronte alle fiamme che divampano a due passi della casa dove vivo con la mia famiglia il dubbio è lecito. Una cosa sola è sicura: non sono questi i gesti che mi fermeranno o che mi faranno desistere dalle battaglie che ho intrapreso in Europa per proteggere l'ambiente, gli animali e la nostra salute. Purtroppo dovrò installare una serie di telecamere per garantire la mia sicurezza e quella della mia famiglia, ma la mia attività di eurodeputato non cambierà di una virgola, anzi. Il fatto di aver toccato sui nervi alcuni poteri forti per proteggere gli interessi dei cittadini rafforzerà ancora di più il mio impegno. Caso signor “nessuno”, con il tuo accendino non mi hai di certo spaventato!

 

Andrea Zanoni