Oggi il Parlamento europeo ha approvato quattro pessime proposte legislative che in teoria avrebbero dovuto riformare la politica agricola comune dell'Unione europea. Zanoni eurodeputato del gruppo ALDE: "Questa è la vittoria della lobby dell'agricoltura intensiva che distrugge la biodiversità e ci condanna alla monocoltura permanente".

 

"Oggi il Parlamento europeo ha approvato quattro pessime proposte legislative che in teoria avrebbero dovuto riformare la politica agricola comune dell'Unione europea", ha dichiarato l'eurodeputato del gruppo ALDE Andrea Zanoni e membro della Commissione ambiente al Parlamento europeo. "Purtroppo la maggioranza dei deputati non ha approvato gli emendamenti presentati per correggere i danni provocati dalla Commissione agricoltura del Parlamento europeo, che aveva stravolto il tentativo di riforma della Commissione europea". 

 

"Ho votato contro le quattro relazioni sulla Politica agricola comune perché il testo approvato è orientato a mantenere un'agricoltura non sostenibile, non rispettosa dell'ambiente, della salute e della biodiversità", spiega Zanoni.

 

"Questa è la vittoria delle grosse imprese agricole della monocoltura, questa è la vittoria delle sovvenzioni all'agricoltura industriale che va contro la salute dei cittadini europei. Purtroppo paradossalmente a pagare per questa agricoltura industriale, sovvenzionata con buona parte dei fondi del bilancio EU, circa un terzo del totale, saranno proprio i cittadini europei".

 

Inoltre, attacca Zanoni: "Ho votato contro questa PAC perché obbedisce solo agli interessi delle grandi lobby agricole, fatte di colture intensive e pesticidi, e non incentiva come invece avrei voluto il greening e il biologico". "Non considero accettabile una PAC che non finanzi adeguatamente le buone pratiche agricole che rispettano la natura e che producono cibo sano con modalità sostenibili per le future generazioni".


"Per questo motivo - ricorda Zanoni - avevo presentato, insieme ad altri colleghi, una serie di emendamenti trasversali per chiedere un maggior finanziamento al greening, la rotazione delle colture, migliori pratiche agricole per la tutela dell’ambiente, il respingimento dei doppi pagamenti, l'obbligo per gli agricoltori del rispetto delle normative ambientali europee, più sicurezza alimentare, benessere animale e salute pubblica".

 

"Credo che in seno al Parlamento europeo ci siano dei gravi conflitti di interesse; ho il sospetto che ci siano troppi colleghi che hanno interessi diretti nel campo dell'agricoltura e che pertanto possono aver agito non per conto ed in nome dei cittadini europei ma per interessi personali".

 

"Purtroppo - conclude - le ragionevoli richieste per un'agricoltura sostenibile, soprattutto alla luce degli scandali alimentari di questi giorni, non sono state accolte, per questo motivo ho votato contro a questa riforma che considero morta e seppellita".

 

 

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