Oggi al Parlamento europeo abbiamo approvato la mia risoluzione contro il mais OGM Pioneer 1507 che avevo presentato in commissione ENVI Ambiente con altri 8 deputati di altri Paesi Ue. Adesso il Consiglio Ue deve prendere atto della volontà del popolo europeo. Il governo italiano faccia sentire la sua voce a Bruxelles. No agli OGM!

“Ci opponiamo all'adozione della decisione del Consiglio Ue relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di un granturco della Pioneer (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri”. Questo si legge nella risoluzione approvata oggi al Parlamento europeo a Strasburgo che ho promosso in commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare, insieme ad altri otto deputati di altri Paesi Ue. E poi ancora “invitiamo la Commissione a non autorizzare nuove varietà di OGM e a non rinnovare autorizzazioni precedenti fintantoché i metodi di valutazione del rischio non saranno stati sensibilmente migliorati”.


Accolgo con estrema soddisfazione il voto del Parlamento europeo con il quale è stata approvata la mia risoluzione che blocca questo nuovo mais OGM. Devo purtroppo constatare che troppi deputati italiani hanno votato contro la risoluzione. (VEDI ALLEGATO QUI) Mi auguro che il Consiglio Ue prenda atto del voto del Parlamento europeo, unica espressione del volere popolare in Europa. Ad oggi le posizioni sugli OGM sono troppo contrastanti e all’interno degli stessi Paesi membri il quadro normativo presenta ancora troppe lacune. Prima di proseguire a livello europeo sugli OGM bisogna assicurare dal punto di vista normativo che i Paesi contrari al transgenico come l’Italia possano tutelare i propri consumatori.

Mentre in Europa chi come me è favorevole al biologico e contrario al trangenico continua la battaglia no OGM, anche l'Italia deve fare la sua parte. Il Governo italiano deve regolamentare  definitivamente la questione OGM e far sentire la sua voce in Europa, dove quella dei Paesi pro transgenico come la Gran Bretagna si sente forte e chiara. I decreti di divieto temporaneo, addirittura senza sanzioni, servono solo a rimandare la soluzione di un problema che gli italiani chiedono di risolvere da troppo tempo e riassumibile in tre parole: NO agli OGM!


Andrea Zanoni