Strasburgo,20-04-2012

 

I fucili non spareranno ai poveri cervi che corrono liberi in una delle aree naturali più suggestive di tutto il nordest, a cavallo tra le province venete di Treviso e Belluno e quella friulana di Pordenone. Salve anche le tante cerve incinta che in questo periodo aspettano di dare alla luce i propri cuccioli. A vincere è stato il buon senso e l'umanità. A perdere la crudeltà di un'attività, la caccia, barbara e sanguinaria.
Con l'annuncio dato forse contro voglia dall'assessore veneto alla caccia Daniele Stival, i fucili pronti a sparare ai cervi del Cansiglio possono essere riposti nell'armadio e svuotati delle pallottole che, almeno questa volta, non uccideranno nessun animale. Si tratta di un sospiro di sollievo per tutti quei cittadini che si sono mobilitati per scongiurare questa strage. Scampato pericolo anche per gli albergatori e titolari di ristoranti, agriturismi e bed and breakfast del Cansiglio meta di migliaia appassionati di natura e birdwatcher che ogni anno tra settembre e novembre si recano in Cansiglio per ascoltare il bramito dei cervi tipico della stagione degli accoppiamenti e osservare a distanza questi magnifici animali.

Dire che siamo tutti felici di questa decisione non rende la gioia che riempie i nostri cuori nel non dover vedere le immagini terribili di poveri animali braccati a fucilate che hanno rischiato di non farci dormire la notte. Di certo non è stato facile. C'è voluta un'enorme mobilitazione popolare per evitare questa strage, una mobilitazione fatta dell'impegno di tanti cittadini che, come me, hanno deciso di non arrendersi alla decisione irresponsabile delle autorità locali di arrendersi a questa folle mattanza.

Personalmente ho fatto il massimo per salvare i cervi del Cansiglio. Oggi mi rallegro all'idea di aver contribuito a salvarne la vita. Per questo ho scritto personalmente a Muraro e Zaia oltre che ai Ministri Clini e Catania per fermare il “Piano di Controllo dei Cervi nel comprensorio del Cansiglio per il periodo 2011-2013” che era addirittura stato bocciato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Che si trattava di una grande scusa per aprire la caccia al cervo lo avevano capito anche i sassi, con stime sulla popolazione dei cervi fatte da Veneto Agricoltura assolutamente approssimative (secondo quanto rivelato dall'ISPRA). Ma di fronte ai muri di gomma delle istituzioni ho dovuto scrivere anche al Commissario Straordinario della Provincia di Belluno Vittorio Capocelli, al Capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone. Il Corpo Forestale dello Stato si era prontamente defilato da questo irragionevole massacro, come mi ha risposto Patrone con una lettera, dove si leggeva che “nessun appartenente ai ruoli del CFS parteciperà agli abbattimenti previsti dal Piano (di controllo del cervo del Cansiglio)”. Si perché la partecipazione del CFS non avrebbe fatto altro che spianare la strada ai tanti cacciatori che, bava alla bocca, si sarebbero proposti per questi abbattimenti in futuro in modo gratuito, ergendosi paradossalmente a salvatori della “patria della doppietta”. Da ultimo la settimana scorsa ho parlato della possibilità di strage nel Cansiglio anche al parlamento europeo di Strasburgo.

Fortunatamente tutto questo è stato scongiurato. Di certo non grazie a Veneto Agricoltura e alla Regione Veneto, quest'ultima pronta come sempre a servire gli interessi dei cacciatori. Di sicuro bisognerà continuare a vigilare. Si perché l'esperienza della caccia in deroga in veneto insegna che Zaia e compagni sono pronti a tutto per soddisfare i pruriti dei loro amici cacciatori e saziare la loro ingordigia senza fondo. Come Eurodeputato continuerò a vigilare affinché a nessuno passi ancora per la testa di andare a sparare in un santuario nella natura come quello della foresta del Cansiglio tutelato dall’Unione Europea come Sito di importanza comunitaria facente parte della Rete Natura 2000.

Cari cacciatori, per quest'anno niente cervo!

Andrea Zanoni