Ho scritto con il massimo rispetto una lettera a Papa Francesco per chiedere che la Città del Vaticano ratifichi la Convenzione di Washington del 1973 sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione CITES. Faccio appello alla sensibilità del Santo Pontefice e al nome che ha scelto per il suo Pontificato, “Francesco”, come San Francesco, un uomo che scelse di vivere in pace con tutto il creato.

Sua Santità, alla luce dei rapidi progressi della giurisprudenza vaticana e facendo appello alla Sua grande sensibilità sicuramente rivolta anche alla biodiversità, alla difesa delle tante espressioni del creato e di tutte quelle specie animali che senza nessuna colpa si ritrovano oggi minacciate a causa della scelleratezza e dell’ingordigia umana, desidero rivolgerle il mio accorato invito a voler ratificare la Convenzione di Washington del 1973 sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione.

Dopo oltre vent'anni di volontariato e due anni di attività politica in Europa in difesa dell'ambiente, della nostra salute e anche degli animali, ho deciso di chiedere rispettosamente a Papa Francesco un gesto d'amore che dia l'esempio di quanto sia importante improntare la vita dell'uomo al rispetto del resto del creato compresi i nostri amici animali, oggi troppo spesso vittime di violenze e uccisioni sommarie. Caccia, maltrattamenti, allevamenti intensivi, vivisezione, gestione sconsiderata del randagismo e commercio illegale sono solo alcuni esempi di quanto male l'uomo arreca a milioni di animali. Ratificando la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, il Vaticano può compiere un piccolo passo verso una maggiore tutela e un grande segno di amore nei confronti del resto del creato.
 
L'azione di riforma della giustizia penale vaticana intrapresa da Papa Francesco è segno di una genuina volontà di cambiamento all'interno della Chiesa per la quale gli siamo tutti enormemente grati. Benissimo anche le nuove norme in linea con la legislazione internazionale in materia di delitti contro l’umanità, di reati verso i minori, di lotta al terrorismo, di contrasto del riciclaggio di denaro e l’inasprimento delle pene per i delitti contro la pubblica amministrazione.
 
Ho scritto al Pontefice con il massimo rispetto e fiducioso che la sua sensibilità comprenda la buona fede del mio gesto. La scelta del nome “Francesco”, come San Francesco d'Assisi, un uomo che scelse di vivere in pace e armonia con l'intero creato, mi fa ben sperare in una risposta comprensiva.

Andrea Zanoni