Finalmente! Il sequestro del canile lager di Green Hill da parte del Corpo Forestale dello Stato è un'ottima notizia, adesso buttiamo la chiave e andiamo fino a fondo con le indagini. Le autorità devono attestare tutte le responsabilità dei maltrattamenti denunciati dalle associazioni ai danni dei cani beagle all'interno della struttura e i colpevoli devono essere processati come meritano.

 

Stamattina il Corpo Forestale dello Stato ha messo sotto sequestro l’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione animale di Green Hill. Stando a quanto si legge dai mezzi di informazione, il reato contestato sarebbe quello di maltrattamento di animali. L’intervento è stato disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia. Restiamo in attesa del risultato delle perquisizioni e della decisione finale delle autorità. Tutta la realtà su Green Hill deve ancora emergere. E' un peccato che il Comune di Montichiari non sia intervenuto prima, visto che le prime irregolarità erano state riscontrate da un controllo già il 30 settembre 2011.  
L'azione del Corpo Forestale dello Stato ci fa ben sperare affinché sia fatta finalmente luce sulle reali condizioni di vita dei 2500 animali rinchiusi nei padiglioni della struttura di Green Hill. Le accuse di maltrattamento animale mosse dalle associazioni meritano di essere e verificate una volta per tutte in modo approfondito. Lo scorso febbraio, in risposta ad un'interrogazione parlamentare alla Commissione europea che ho presentato alla presenza dell'amico Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia (VIDEO), il Commissario Ue John Dalli mi aveva fatto sapere che ci sono standard minimi per i centri di allevamento cani destinati alla vivisezione, purtroppo non obbligatori a livello comunitario, ma che devono essere fatti rispettare dalle autorità nazionali. Oggi finalmente a Montichiari qualcosa si muove in questo senso.

Inutile dire che la vittoria di oggi, se confermata dalle autorità del luogo, va inscritta in una riflessione più generale sulla vivisezione (VIDEO). Questa pratica barbara e obsoleta, che vede gli animali come degli oggetti in vendita e degli strumenti da utilizzare, non è purtroppo vietata dall'Europa. Bruxelles si è limitata a regolamentarla dalla direttiva 2010/63/CE “sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici” approvata il 22 settembre 2010. All’epoca non ero ancora eurodeputato quindi non ho potuto fare tutto il possibile per far si che la parola vivisezione uscisse dal vocabolario europeo. Tuttavia gli Stati membri possono limitare la vivisezione al loro interno.

Per questo motivo mi auguro che l'azione di oggi nei confronti di Green Hill lanci un segnale al Senato italiano dove si continua a rimandare la votazione della norma di recepimento della Legge Comunitaria 2011 che all'articolo 14 prevede “disposizioni relative alla sperimentazione animale” che vieterebbero l’allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione, imporrebbero l’obbligo di anestesia e analgesia per i test e, vietando le esercitazioni belliche e didattiche con animali, sosterrebbero concretamente il ricorso ai metodi sostituivi della vivisezione.

Ci tengo anche a ringraziare le associazioni e i tanti volontari (come Eleonora, Elisabetta e Giovanni) che combattono da mesi contro questo canile lager. Restando in attesa dell'esito delle indagini sul reale stato di detenzione dei beagle di Green Hill, mi auguro che la giornata di oggi costituisca un altro passo verso l'addio definitivo alla vivisezione.