Finalmente l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare EFSA, con una ricerca approfondita e test mirati, ha stabilito evidenze scientifiche sull'effetto letale dei neonicotinoidi sulle api, anche a basse dosi. Adesso l'Ue adotti il principio di precauzione, come già fatto dall'Italia, e ne vieti l'utilizzo in agricoltura. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa in commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo insieme a rappresentanti della Commissione e dell'EFSA stessa (VIDEO).

La Commissione europea ha confermato che si tratta di un problema grave, mentre i rappresentanti dell'EFSA hanno sottolineato l'urgenza di adottare il principio di precauzione. L'Italia dovrebbe essere presa ad esempio perché qui si possono constatare gli effetti positivi della messa al bando dei neonicotinoidi in agricoltura e anche il mancato disastro alle colture agricole paventato in precedenza dalle aziende produttrici della concia dei semi del mais. Tant'è vero che da quando è entrato in vigore nel nostro Paese il divieto dei neonicotinoidi, sei anni fa, non è stato rilevato nessun calo delle produzioni di mais. Il divieto dei neonicotinoidi in Italia ha risolto il problema della moria delle api che aveva colpito il 50 per cento degli alveari con punte dal 70 al 100 per cento.

 

Varie ricerce europee hanno verificato che le api assorbono i neonicotinoidi tramite la guttazione, piccole gocce che si formano nelle piante del mais nato da semi trattati e dalle polveri che si sprigionano durante la semina del mais. Oltre ad essere letale in se, queste sostanze giocano un impatto fortissimo sull'orientamento delle api.

 

Il 16 gennaio 2013 l'EFSA ha rilasciato tre importanti pareri (1, 2 e 3) su altrettanti prodotti usati su vastissima scala contenenti neonicotinoidi che ne hanno denunciato un'elevata tossicità. Adesso la Commissione europea sta valutando come tradurre nella legislazione questi tre pareri.

 

Ho fatto anche presente che il 20 aprile scorso al Parlamento europeo abbiamo approvato un rapporto sulla salvaguardia della biodiversità di cui dobbiamo tenere conto. E questo perché i danni causati dai neonicotinoidi sono rilevanti proprio per la nostra biodiversità dal momento che minacciano non solo le api ma tutti gli insetti impollinatori.

 

Infine, e non mi stancherò mai di ripeterlo, Albert Einstein una volta disse: “Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Cerchiamo di non fare avverare questa profezia.

 

Andrea Zanoni