Bruxelles, 27-03-2012

Secondo l'Ocse  l'inquinamento sarà la prima causa di morte nel mondo entro il 2050. Tra le cause una crescita del 50 per cento delle emissioni di Co2. Zanoni (IdV): “L'Europa dimostri più coraggio. Basta sussidi alle fonti fossili, incentivi alle rinnovabili e più aree naturali”.
“L'Europa, i Paesi membri e l'Italia, facciano in modo che gli obiettivi previsti dalla Road map 2050 diventino realtà per esorcizzare l'allarme lanciato dall'Ocse circa il raddoppio delle emissioni di Co2 da qui al 2050”. Lo dice Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare al Parlamento europeo commentando il rapporto Ocse “Previsioni ambientali al 2050: le conseguenze dell'inazione".

“La dura previsione dell'organizzazione internazionale che l'inquinamento sarà la prima causa di morte nel mondo entro il 2050 ci spinge in Europa, come a livello di governi nazionali, a prendere i giusti provvedimenti per contenere le emissioni di Co2 in atmosfera – attacca Zanoni – Questo di fronte ai dati Ocse dello scenario ambientale mondiale nei prossimi 40 anni, dove l'aumento della popolazione di oltre 2 miliardi ci metterà di fronte a sfide enormi”.
Secondo il rapporto Ocse, la domanda di energia mondiale e di risorse prime come l'acqua crescerà a livello mondiale rispettivamente dell'80 e del 50 per cento. Questo soprattutto nei Paesi in via di sviluppo ma non solo, visto che anche in Europa si assisterà ad un incremento della domanda di energia del 28 per cento.
“L'Europa ha già messo nero su bianco come combattere inquinamento e cambiamento climatico con la sua strategia EU2020 e la più lungimirante Road map 2050 – spiega Zanoni – Adesso bisogna passare dalle parole ai fatti. Un primo passo è senza dubbio lo stop ai sussidi alle fonti di energia fossile e maggior finanziamenti a quelle rinnovabili. Poi bisogna aumentare le aree naturali a livello globale”.
Zanoni ricorda che proprio il 15 marzo scorso il Parlamento europeo ha approvato l'ambiziosa relazione del collega Alde, Chris Davies, che chiede alla Commissione europea più coraggio per abbattere le emissioni del 90 per cento entro il 2050 rispetto ai valori del 1990. “L'Europa deve dimostrare ancora più coraggio di quanto fatto finora e i suoi Paesi membri, a partire dall'Italia, devono fare il possibile per mettere in pratica politiche virtuose e sostenibili”.