Con questa proposta vogliamo rovesciare l’impostazione data da Zaia con “Azienda Zero” e disegnare una riorganizzazione dei servizi che consenta una vera ottimizzazione senza smantellare il sistema socio sanitario veneto.

L’Azienda zero è un mostro che accentra e monopolizza ogni funzione e che di fatto espropria le Ulss delle competenze, oltre a depotenziare il ruolo programmatorio e di controllo del Consiglio regionale.

Con l’Agenzia unica sociosanitaria invece si attiverebbe un accordo quadro tra le Ulss, unificando alcune funzioni. Deve essere il comitato dei Direttori generali delle Ulss a programmare e gestire obiettivi e processi, cosa ben diversa da quel carrozzone dell’Azienda Zero che, oltre ad essere ingombrante, rappresenta la negazione di un sistema di condivisione territoriale.

L’ottimizzazione dei servizi sociosanitari è possibile anche senza la creazione di un altro carrozzone modello “Veneto Strade”, al quale verrebbe conferito tutto il potere decisionale, oltre ad un bilancio di 8,5 miliardi di euro all’anno e con le Ulss ridotte ad articolazioni di “Veneto Sanità”.

Indipendentemente dal numero delle Ulss, la nostra proposta intende invece definire un Accordo Quadro che disciplini e regolamenti le relazioni tra le Ulss, le Aziende e l’Agenzia Unica Veneta.

Gli ambiti di competenza dell’Azienda saranno quelli dell’acquisizione dei beni e servizi per conseguire economie di scala, la realizzazione di forme integrate di gestione nel campo della logistica, la definizione e il monitoraggio della spesa e dei costi standard nel settore dell’acquisizione di beni e servizi”.

Il nostro modello salvaguarda l’esperienza veneta dell’integrazione sociosanitaria, che contrariamente l’Azienda zero andrebbe a smantellare.

Andrea Zanoni