Insieme agli amici delegati dell’Oipa, Mara Canzian, dell’Enpa, Adriano De Stefano, della Lav, Mara Garbuio e della Lac e accompagnati dai loro attivisti, abbiamo consegnato al presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, oltre 65 mila firme raccolte per fermare la strage di volpi autorizzata lo scorso settembre. Mi auguro che il Presidente Muraro non rimanga sordo di fronte alle migliaia di richieste dei cittadini inorriditi e addirittura di Brigitte Bardot da un inutile e vergognoso massacro che si sta per compiere nei confronti dei cuccioli di volpe. Parliamo di una caccia in primavera in tana che colpisce sia le mamme che volpi che allattano che i loro cuccioli appena nati.

 

Mi auguro che il Presidente Muraro prenda finalmente coscienza dell’inutilità e dell’efferatezza del provvedimento ammazza cuccioli di volpe approvato dalla sua Provincia lo scorso 6 settembre che autorizza l’uccisione per tre anni di 1.050 volpi, cuccioli e adulti. Viene consentito un metodo terribilmente crudele che è quello della caccia in tana dove i cani sono portati dai cacciatori a sbranare la mamma che difenderà fino all’ultimo i suoi cuccioli, e poi, uccisa lei, toccherà alla cucciolata.

 

Ecco che in pochi mesi sono stati più di 65 mila i cittadini che hanno gridato il loro “No” alla strage firmando questa petizione. Le istituzioni non possono rimanere sorde. Io voglio un Veneto che rispetti gli animali e la natura, compresa la primavera. Pensate che addirittura qualche cacciatore mi ha scritto dicendomi che si tratta di una pratica sbagliata. Se Muraro è davvero un presidente responsabile, capace di ascoltare i propri cittadini, prenda atto che questa caccia è una pratica aberrante e faccia un passo indietro.

 

Nelle scorse settimane l’attrice animalista francese Brigitte Bardot, che dopo essere stata icona del cinema e di un mondo edulcorato dalle riviste patinate è rinata come paladina della tutela degli animali e perciò forse più amata di prima, ha accolto il mio invito scrivendo di suo pugno una lettera a Muraro sottolineando che “il mio Paese del cuore, l’Italia, non può scadere nella barbarie”. La Bardot ha scritto che “non è possibile, non abbiamo il potere di vita e di morte sulle altre specie”. Per questo anche lei aveva chiesto a Muraro di “abolire questo testo che permette di prolungare la pratica crudele della caccia in tana fino alla primavera, nel momento in cui i piccoli sono con la loro madre in una tana e non disturbano nessuno”.

 

Sono felice che l’opinione pubblica sia consapevole della inutile crudeltà perpetrata ai danni delle volpi. Forse davvero c’è la possibilità di cambiare in meglio e di abolire queste e altre barbarie

 

Andrea Zanoni