Venezia, 15 marzo 2022

“È doveroso intervenire per la aumentare la sicurezza degli operatori sanitari, tuttavia nel documento di indirizzo della Regione ci sono degli aspetti preoccupanti che ci fanno fare un brutto  salto indietro, visto che si parla di contenzione sia fisica che farmacologica e sedazione dei pazienti anche in caso di aggressione verbale o violenza diretta ad oggetti”. È quanto dichiarano Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità  e il collega Andrea Zanoni a proposito del documento della Regione ‘Aggressioni ed atti di violenza a danno degli Operatori sanitari. Prevenzione e gestione degli eventi. Linee di indirizzo per gli operatori del servizio sanitario della Regione del Veneto’.  “I casi di aggressione sono in aumento ed è indispensabile agire sulla prevenzione, a partire dalla formazione del personale stesso. Per questo sorprende il modus operandi previsto dalla Regione: prima si lega il paziente, quindi viene sedato e se non basta si passa alla contenzione farmacologica. Solo dopo si cerca di capire il problema. Non è con queste ‘scorciatoie’ che si può rimediare alla grave carenza di personale nelle strutture pubbliche”. 

 

“Inoltre - sottolineano - ci sono varie sentenze della Corte di Cassazione che escludono l’uso preventivo della contenzione, che deve essere proporzionata alla gravità della minaccia. Stupisce in negativo anche il ruolo ‘repressivo’ affidato al personale di psichiatria: nelle linee di indirizzo infatti è messo nero su bianco che dovranno essere loro a effettuare la contenzione anche negli altri reparti, in alternativa alle forze dell’ordine, facendo un’inaccettabile e pericolosa equiparazione”.