“Trasformiamo uno scenario di crisi, come dello del caso Pfas,  in una occasione di svolta, non drammatizziamo ma neanche minimizziamo:  operatori del mondo agricolo, della zootecnia, dell’industria,   come da una serie qualificata di attori sociali quali ad esempio Medici per l’Ambiente- Isde, Lega ambiente, hanno presentato alla Regione proposte di collaborazione perché questa emergenza tanto complessa quanto grave si ponga come un’occasione per un deciso cambio di strategia nella gestione del territorio”. Il consigliere regionale Andrea Zanoni (Pd), introducendo l’interrogazione presentata alla Giunta regionale “Pfas: Dieci domande senza risposta. E fino a quando”? che lo vede primo firmatario assieme ai colleghi del Pd, Moretti, Fracasso, Ruzzante, Zottis, Pigozzo, Salemi, e di Cristina Guarda, della Lista Moretti, insiste nella necessita di un mutamento nella gestione della vicenda Pfas in cui  “manca ed è sempre mancata trasparenza su come la Giunta regionale ha affrontato le diverse problematiche- ha detto Zanoni – Troppe  interrogazioni restano ad oggi senza risposta, diverse questioni restano oscure, quando la delicatezza e l’importanza del caso richiede invece cristallinità e trasparenza, nonché un’ampia e diffusa informazione alla cittadinanza. Per questo abbiamo presentato alla Giunta dieci domande ben precise: vogliamo sapere i risultati dei monitoraggi del sangue suddivisi per fasce d’età per capire meglio come è avvenuto l’avvelenamento dei cittadini nel tempo; vogliamo sapere che cosa accade adesso alle persone che si ritrovano percentuali abnormi di Pfas nel sangue, vogliamo risposte sulla contaminazione dell’ambiente. La Regione proceda nel verificare chi usa quei prodotti e come questi ed i loro scarti vengono veicolati nel nostro ambiente: rifiuti, fanghi, emissioni nell’aria compresi”. L’esponente del Pd in Consiglio regionale fa notare come “il vettore dell’inquinamento, purtroppo, può essere anche l’aria, come dimostrato dall’Istituto RIVN nel caso di Drodecht in Olanda e questi studi aprono nuovi inquietanti interrogativi – ha concluso Zanoni -  visto che l’area a rischio potrebbe essere più ampia di quella fino ad oggi stimata. Proprio la complessità dello scenario, rilancia un quesito chiave, perché  settembre 2013 l’Arpav  aveva ben definito l’inquinamento Pfas,  ma solo da qualche mese la Regione si sta muovendo: perché queste gravi omissioni e ritardi”?

 

IN ALLEGATO TESTO INTERROGAZIONE


IRS Zanoni dieci domande sui PFAS-1.doc