14 giugno 2022

“Dopo che Zaia, di fronte alla crisi energetica, aveva recentemente cambiato idea sul nucleare, facendo marcia indietro rispetto al referendum e aprendo all’ipotesi di costruire una centrale in Veneto, oggi ci aspettavamo il nome del sito individuato per la realizzazione di questo impianto. E invece, non solo Zaia era assente, affidando all’assessore Marcato una risposta da avvocato difensore, ma nessuna notizia concreta è arrivata in merito”.

Il commento è del consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni, alla luce della risposta ad una sua interrgoazione (sottoscritta dai colleghi Bigon, Guarda, Ostanel e Lorenzoni) che chiedeva dove il governo regionale abbia intenzione di realizzare una centrale nucleare in Veneto.

“Sostanzialmente, dalla replica, è emersa una implicita sconfessione di Zaia. La necessità, riconosciuta dalla stessa Giunta, di dare risposte immediate al caro bollette, rende impossibile la via del nucleare. Basti pensare che l’ultima centrale europea, costruita in Finlandia, ha richiesto un tempo di realizzazione di 20 anni. Senza contare il fatto che, se si pensa a centrali a fusione di ultima generazione, siamo ancora fermi alle prove sperimentali di laboratorio. Se invece Zaia aveva in mente una centrale a fissione, va ricordato che questi impianti sono portatori di radiazioni e contaminazioni. Si vuole davvero dare una risposta immediata all’emergenza energetica? Si imbocchi allora la strada delle rinnovabili e della produzione locale. Un’energia che costa meno e che sarebbe a km zero, come il fotovoltaico. Abbiamo tanta materia prima, che in tutta Europa ci invidiano: il sole. Si lavori dunque davvero per questa transizione, abbandonando sparate ad effetto che, come abbiamo visto oggi, non hanno alcun fondamento”.