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ENERGIA: BATTUTA D'ARRESTO PER I CCS NELLA UE SERVE UNA NUOVA NORMATIVA PER RENDERE PIU' VINCOLANTI L'ADOZIONE DI TECNOLOGIE PER LO STOCCAGGIO DELLA CO2 Bruxelles, 16 gen. (Adnkronos) - L'Europa non riesce a promuovere efficacemente i programmi per lo stoccaggio e la ''sepoltura'' delle emissioni di Co2 nel sottosuolo. La situazione potrebbe cambiare solo se nuove direttive stabilissero vincoli piu' stringenti agli standard obbligatori per i CCS (Carbon Capture & Storage); il piano di interventi legislativi dovrebbe essere sottoposto ad una valutazione di impatto sulle legislazioni degli Stati membri da parte della Commissione per arrivare alla formulazione di nuove proposte legislative prima della scandenza del mandato, nel 2014, in modo che i CCS possando essere attribuiti dopo il 2020. Le nuove normative dovrebbero fissare dei limiti obbligatori per le emissioni di CO2 da parte delle imprese produttrici di energia. In Norvegia, Stato che non fa parte della Ue, la costruzione di ogni centrale elettrica deve essere accompagnata da un piano per lo stoccaggio dell'anidride carbonica prodotta. Attualmente il progetto dell'Unione trova ostacoli all'interno della direzione clima di Bruxelles e questo perche' si ritiene che a guidare la campagna per la riduzione della CO2 debbano essere i certificati ETS, i 'permessi' che le aziende devono acquistare per ''pagare'' l'emissione di Co2 derivante dalle loro produzione, e che dovrebbero essere il motore principale per gli investimenti nei CCS. Una linea che si scontra pero' proprio sul crollo delle quotazioni degli ETS, attualmente scambiati a 6,4euro a tonnellata, un valore dimezzato rispetto a due anni fa. Contro i CCS sono anche alcune associazioni ambientaliste che fanno rilevare come lo stoccaggio della CO2 nel sottosuolo possa rappresentare un pericolo per l'ambiente e gli esseri umani, nell'eventualita' di un suo lento rilascio nell'atmosfera causato da fenomeni tellurici insistenti sull'area dello stoccaggio. A questo proposito si cita l'emissione di CO2, derivante pero' da processi di formazione naturale e contenuta in una sacca sotterranea, avvenuta nel 1986 i presso il Lago Nyos, in Camerun che uccise piu' di 1800 persone. (Paf/Col/Adnkronos) 16-GEN-13 11:53 NNNN  


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