AMBIENTE: UE BACCHETTA ITALIA, DI NUOVO SU DEPURATORI (NEWSLETTER
AMBIENTE) (ANSA) - ROMA, 25 GIU - Per la seconda volta l'Italia si ritrova
dinanzi alla Corte Ue per inadempienze nel sistema di trattamento delle acque
reflue urbane. Era gia' capitato nel maggio 2010, in un altro caso concernente
citta' con oltre 15.000 abitanti che scaricano in aree non sensibili e che
avrebbero dovuto conformarsi alla legislazione sul trattamento delle acque
reflue urbane entro il 2000. Ora la Commissione europea ricorre contro l'Italia
per non aver assicurato che le acque reflue provenienti da agglomerati con piu'
di 10.000 abitanti siano adeguatamente trattate prima di essere scaricate in
aree sensibili. Dall'inosservanza degli obblighi e dalla carenza di idonei
sistemi di raccolta e trattamento, previsti dalla legislazione Ue dal 1998, si
hanno effetti negativi sulla salute umana, sulla qualita' delle acque interne e
sull'ambiente marino. Sulla base della direttiva sul trattamento delle acque
reflue urbane gli Stati membri hanno l'obbligo di assicurarsi che gli
insediamenti urbani raccolgano e trattino in modo adeguato le proprie acque
reflue. Inoltre, le amministrazioni devono garantire che le acque che entrano
nei sistemi di raccolta subiscano un trattamento secondario per rimuovere le
sostanze inquinanti prima che siano scaricate in mare o in acqua dolce. Tra le
altre cose, gli impianti di trattamento devono essere in grado di far fronte
alle variazioni stagionali di carico delle acque reflue. Secondo il parere
motivato dell'Europa del 2011, in seguito all'accertamento su oltre 143 citta',
non era ancora presente un idoneo sistema fognario cosi' come erano assenti o
insufficienti gli impianti di trattamento secondario. (ANSA). XLO 25-GIU-12
12:23 NNN


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