*Istat/ A rischio povertà il 7,6% delle famiglie *Istat/ A rischio povertà il 7,6% delle famiglie Una spesa improvvisa potrebbe precipitarle nella povertà Roma, 17 lug. (TMNews) - Il 7,6% delle famiglie italiane è a rischio povertà. Una spesa imprevista potrebbe portarle a diventare povere. Lo rileva l'Istat nel suo Rapporto sulla povertà nel 2011. Anche tra le famiglie non povere - spiega l'Istat - esistono gruppi a rischio di povertà; si tratta delle famiglie con spesa per consumi equivalente superiore, ma molto prossima, alla linea di povertà: il 3,7% delle famiglie residenti presenta valori di spesa superiori alla linea di povertà di non oltre il 10%, quota che sale al 6,5% nel Mezzogiorno. Le famiglie 'sicuramente' non povere, infine, sono l'81,4% del totale, con valori pari al 90,5% del Nord, all'87,5% del Centro e al 63,8% del Mezzogiorno. Esaminando i gruppi di famiglie sotto la soglia di povertà standard, risultano 'sicuramente' povere, cioè quelle che hanno livelli di spesa mensile equivalente inferiori alla linea standard di oltre il 20%, circa 1 milione 272mila famiglie, il 5,1% del totale delle famiglie residenti. Il 6% delle famiglie residenti in Italia risulta 'appena' povero (ha una spesa inferiore alla linea di non oltre il 20%) e tra queste più della metà (cioè il 3,3% del totale delle famiglie) presenta livelli di spesa per consumi molto prossimi alla linea di povertà (inferiori di non oltre il 10%). Rbr 17-LUG-12 10:42 NNNN  

 

ISTAT: IN ITALIA 8 MLN DI POVERI, 11,1% DELLE FAMIGLIE (2) (Adnkronos) - ''La sostanziale stabilita' della poverta' relativa rispetto all'anno precedente deriva dal peggioramento del fenomeno per le famiglie in cui non vi sono redditi da lavoro o vi sono operai, compensato dalla diminuzione della poverta' tra le famiglie di dirigenti/impiegati. In particolare -rileva l'Istat- l'incidenza della poverta' relativa aumenta dal 40,2% al 50,7% per le famiglie senza occupati ne' ritirati dal lavoro e dall'8,3% al 9,6% per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro, essenzialmente anziani soli e in coppia. Tra quest'ultime aumenta anche l'incidenza di poverta' assoluta (dal 4,5% al 5,5%)''. La poverta' assoluta ''aumenta tra le famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro (dal 4,7% al 5,4%), soprattutto se non ci sono redditi da lavoro e almeno un componente e' alla ricerca di occupazione (dall'8,5% al 16,5%). L'incidenza di poverta' assoluta cresce anche tra le famiglie con a capo una persona con profili professionali e/o titoli di studio bassi: famiglie di operai (dal 6,4% al 7,5%), con licenza elementare (dall'8,3% al 9,4%) o di scuola media inferiore (dal 5,1% al 6,2%). Peggiora la condizione delle famiglie con un figlio minore, sia in termini di poverta' relativa (dall'11,6% al 13,5%), che di poverta' assoluta (dal 3,9% al 5,7%)''. ''A fronte della stabilita' della poverta' relativa al Nord e al Centro, nel Mezzogiorno si osserva un aumento dell'intensita' della poverta' relativa: dal 21,5% al 22,3%. In questa ripartizione -viene sottolineato- la spesa media equivalente delle famiglie povere si attesta a 785,94 euro (contro gli 827,43 e 808,72 euro del Nord e del Centro)''. (Sin/Zn/Adnkronos) 17-LUG-12 10:26 NNNN  

 


Scarica comunicato