ACQUA: AGENZIA UE,IN ITALIA PROSSIMA SFIDA SARA' SU POTABILE (NEWSLETTER AMBIENTE) (ANSA) - BRUXELLES, 3 DIC - L'oro blu non e' una risorsa infinita e ''fra le sfide emergenti'' in Italia c'e' quella di continuare a mantenere una adeguata qualita' dell'acqua potabile. A dirlo e' Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), secondo cui il fattore inquinamento, unito alla diminuzione della portata di laghi e fiumi, non fara' che aumentare la concentrazione di sostanze chimiche e di farmaci nell'acqua, che andra' sempre piu' diluita per raggiungere la qualita' adeguata come ''acqua potabile''. ''In Italia - spiega il direttore esecutivo dell'Aea - vediamo tre grossi problemi: prima di tutto un aumento del livello di perdita dei sedimenti a causa delle alluvioni, che sta distruggendo i tradizionali corsi dei fiumi e portando via suolo fertile ai terreni agricoli, che si deposita nell'Adriatico''. Inoltre ''rileviamo un aumento - afferma McGlade - di flussi ridotti dei bacini, che puo' provocare problemi potenziali per l'acqua potabile, perche' se hai un aumento di concentrazioni di sostanze, allora c'e' un'esposizione maggiore a prodotti farmaceutici e altro '', con un potenziale impatto sulla salute. Secondo l'esperta il problema diventa ''quello di avere abbastanza acqua per diluirla e assicurarsi che la popolazione non sia esposta a queste sostanze''. Quella dell'acqua potabile, attualmente per ora ''assolutamente sicura'', per McGlade e' ''una sfida emergente per tutto il Sud Europa''. L'ultimo rapporto dell'Aea sulle acque europee ''e' critico - afferma McGlade - sul fatto che serve attenzione sul da farsi, a partire dall'avere maggiori informazioni sulla presenza dei prodotti chimici''. Poi c'e' la questione dei cambiamenti climatici, che pone problemi diversi a seconda delle aree. ''In Nord Europa - spiega l'esperta - si trattera' di fronteggiare maggiori flussi d'acqua, mentre al Sud di come evitare la loro riduzione''. Di questo dovra' tenere conto anche la nuova legislazione che la Commissione Ue sta mettendo a punto, considerando le diverse necessita' per area geografica. Secondo il direttore dell'Aea in Europa ''non possiamo continuare ad assorbire quantita' illimitate di inquinanti senza danneggiare le risorse e gli ecosistemi da cui dipendiamo''. Nel quadro complessivo europeo, ''il 48% delle nostre acque non rispettano i criteri per essere considerati in buona salute - afferma McGlade - e gran pate di questo deriva dalla presenza di sostanze chimiche e sostanze pericolose. Quel che e' triste e' che nel 40% dei casi non abbiamo informazioni sulle risorse idriche, anche se esiste una legislazione''. Occorre quindi che l'Unione europea ''faccia veramente un passo avanti''. Per il direttore esecutivo dell'Aea, una delle cause della cattiva salute dei corpi idrici arriva dall'agricoltura, i cui pesticidi e fertilizzanti causano l'eutrofizzazione degli ecosistemi e un'altra e' il cambiamento del flusso naturale dei bacini. ''Piu' manipoliamo e generiamo servizi artificiali, ad esempio per creare nuove rotte fluviali, meno buona e' l'acqua'' afferma McGlade. Oltre alla qualita' c'e' anche il problema della quantita' in Europa: sono oltre il 20% i fiumi che stanno vivendo una portata ridotta, che non significa siccita', ma un livello sufficientemente basso per avere un impatto sull'energia, pesci e fauna. (ANSA). Y99-VI 03-DIC-12 09:15 NNN  

 


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