(AGENPARL) - Strasburgo, 10 ott - Il Parlamento europeo ha approvato ieri a Strasburgo la relazione “sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati” dell'eurodeputato Andrea Zanoni (339 favorevoli e 293 contrari) concedendogli anche il mandato di iniziare le negoziazioni in prima lettura (332 favorevoli e 311 contrari) con Consiglio e Commissione europea. Abbiamo chiesto a Zanoni di spiegarci cosa cambierà.

“Ieri al Parlamento europeo abbiamo compiuto un passo storico verso una maggiore tutela ambientale in Europa nel contesto della realizzazione di circa 200 tipologie di progetti pubblici e privati, dalla costruzione di ponti, porti, autostrade, discariche di rifiuti, fino agli allevamenti intensivi di pollame o suini. Prima di tutto basta al conflitto di interessi: l'assoluta indipendenza dell'autorità competente dal committente deve essere assicurata. Poi sono previste sanzioni proporzionate e dissuasive in caso di violazione alle norme nazionali che derivano da questa direttiva, compresi casi di conflitto d'interesse e corruzione. Stop anche ai trucchetti come il cosiddetto “salami slicing”, ovvero lo spacchettamento di un singolo progetto in sotto progetti per evitare l'obbligo di valutazione ambientale complessiva. Maggiori informazioni: il committente deve fornire maggiori informazioni sui rischi per la salute della popolazione interessata da un determinato progetto e sulle eventuali ripercussioni sul paesaggio e patrimonio culturale circostante, popolazione che deve avere accesso e partecipazione ad un determinato progetto che la riguarda. Basta deroghe, non sono più concesse ai Paesi membri deroghe speciali per esentare determinati progetti dalla VIA con l'eccezione di quelle motivate con ragione di sicurezza pubblica. Inoltre dovranno essere sottoposti a VIA obbligatoria (allegati I della direttiva) tutta una serie di progetti prima esclusi, come le demolizioni di precedenti strutture, parchi a tema (come acquatici, parchi divertimento, delfinari ecc,), campi da golf su terreni aridi e cave per estrazione dell'oro. Infine, ma non certo per importanza, VIA obbligatoria per il gas di scisto (shale gas). Vanno inclusi  nell'allegato I della direttiva i cosiddetti "idrocarburi non convenzionali" ovvero gas di scisto (shale gas) e del gas naturale da giacimenti di carbone, sia nella fase di “estrazione” che in quella di “esplorazione” per evitare i danni della fratturazione idraulica”.

Lei ha dichiarato che la nuova procedura Via va contro le lobby dell'industria, in che senso?
Chiariamoci: questa direttiva non vuole essere una punizione per il mondo dell'industria bensì un incentivo per quelle imprese che lavorano nel rispetto dell'ambiente con progetti sostenibili e lontane da alcune logiche del passato secondo le quali l'importante era costruire e fare soldi costi quel che costi. Nei mesi che hanno preceduto la votazione di ieri, l'industria più “sporca”, nel senso di quella che inquina di più, ha cercato di ostacolare l'approvazione di questa relazione per non doversi adeguare a standard ambientali più efficienti e quindi ad investire in questo senso. Queste lobby hanno trovato una sponda nei gruppi parlamentari più conservatori che in modo miope non riescono a vedere oltre il proprio naso e ad immaginare un'industria che lavori, crei ricchezza ma non a scapito dell'ambiente e della nostra salute. Solo in questo senso, la nuova direttiva VIA va contro la lobby dell'industria. Per tutte quelle realtà che invece lavorano in modo sostenibile, la nuova VIA costituirà una risorsa.

Il Presidente dell'Eni, Paolo Scaroni ha più volte dichiarato che l'Europa non può fare a meno del gas scisto. Cosa prevede in merito la direttiva e qual è la posizione dell'Europa in merito?
Personalmente ritengo che sia solo un pericolo per l'ambiente con particolare riferimento alle falde acquifere. Quanto sta succedendo degli USA ci insegna che le conseguenze sono tutte sulle spalle del pianeta e in particolare delle falde acquifere e dell'acqua potabile. Bisogna puntare alle rinnovabili concentrandosi sul fotovoltaico e altre fonti di energia pulita.  Ad ogni modo, la nuova direttiva sulla VIA non proibisce l'estrazione di gas di scisto ma si limita a fissare degli standard ambientali alle operazioni di  esplorazione ed estrazione di gas di scisto ed altri idrocarburi non convenzionali.
A quanti poi antepongono una maggior tutela ambientale alla difesa dei posti di lavoro attuali, rispondo che la perdita di posti di lavoro avviene quando non si rispettano le regole, comprese quelle ambientali all'origine di emergenze e crisi sanitarie come quella dell'Ilva di Taranto, vero fattore scatenante della perdita di posti di lavoro.

La direttiva prevede la partecipazione del pubblico? in che modo si esplica?
Il nuovo testo stabilisce tempi certi alla partecipazione del pubblico nella fase prevista dall'articolo 6 della direttiva, ovvero che debba essere informato in una fase precoce dell'approvazione di un progetto (un periodo non inferiore a 30 giorni e non superiori a 60, e solo in casi eccezionali si possono prorogare di altri 30 giorni). Alla luce della Convenzione di Århus, una buona governance necessita di momenti di dialogo tra i soggetti interessati e di una procedura chiara e trasparente, e questo per rafforzare il sostegno alle decisioni adottate e ridurre il numero e i costi dei contenziosi legali che si riscontrano quando manca un'effettiva condivisione del progetto. I cittadini avranno l'occasione di informarsi maggiormente su un progetto tramite un portale centrale di informazioni accessibile su Internet e costituito ad hoc. Personalmente avevo provato ad estendere questa consultazione pubblica a tutte le fasi di un determinato progetto, compreso lo screening (fase nel quale per i progetti inseriti nell'allegato II della direttiva, ovvero quelli meno impattanti, si deve decidere caso per caso) e lo scooping (grado di informazioni che sono contenute nel rapporto ambientale in base al quale le autorità competenti prendono le decisioni), ma purtroppo i gruppi più conservatori del parlamento lo hanno impedito votando contro. Tuttavia la nuova direttiva costituisce un indubbio passo avanti verso una maggiore consultazione popolare.

Dopo l'approvazione in plenaria, quali altri passaggi istituzionali bisognerà affrontare prima che la direttiva diventi pienamente operativa?
Ieri non solo è stata approvata la mia relazione ma ho ricevuto pieno mandato per iniziare i negoziati con Consiglio e Commissione europea, le altre due istituzioni Ue a nome del Parlamento europeo. In questo modo si evitano le lungaggini di una seconda lettura – ulteriore passaggio prima in Commissione e Consiglio e poi di nuovo al Parlamento europeo via commissioni e plenaria presumibilmente a gennaio 2014 – e si va verso un accordo in prima lettura che comporterà l'entrata in vigore della nuova direttiva VIA entro il 2016.


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