Venezia, 27 luglio 2021

“L’ennesima proroga la nona, del Piano faunistico venatorio non può essere derubricata a ‘fatto burocratico’. È una vicenda ridicola che si trascina da ormai tre legislature: su questo tema la maggioranza è totalmente inaffidabile. Il nostro voto di astensione è un segnale di incoraggiamento per arrivare finalmente al nuovo Piano: ora non ci sono più alibi”. Così il consigliere dem Jonatan Montanariello, relatore di minoranza, commenta la nuova proroga licenziata oggi dall’assemblea di Palazzo Ferro Fini insieme ai colleghi Andrea Zanoni e Francesca Zottis, su cui il gruppo si è astenuto. 

 

“Lo scorso dicembre, visto che eravamo sotto Natale, avevamo ‘regalato’ un emendamento, consigliando di spostare in avanti di 12 mesi la scadenza fissata per il 10 febbraio 2021. Siamo stati facili profeti, abbiamo sbagliato di appena 10 giorni, la nostra provocazione è diventata realtà - ricorda Montanariello anche a nome della collega Zottis - Già due anni fa si ritenevano impensabili ulteriori dilazioni e invece eccoci ancora qua, trascinandoci un provvedimento del 2007, quando Zaia non era nemmeno presidente. Era una grande bufala pensare di fare in questa legislatura in appena due settimane quello che la maggioranza non è riuscita a fare in 14 anni, dovendo ascoltare tutte le associazioni, ambientaliste, venatorie e degli agricoltori e l’abbiamo smascherata. Non servono le minacce di restare in aula anche a Ferragosto, non è quello il punto. E non è neanche vero che la stasi non ha creato problemi al mondo venatorio, basti pensare al rinnovo gli Atc o alle cartografie. È imbarazzante, per esempio, che nelle cartografie attuali non esista il passante di Mestre.  Magari la prossima volta imparate ad accettare il nostro aiuto  - ha detto rivolto ai banchi della maggioranza - per evitare figuracce politiche. Ci auguriamo sia la volta buona per entrare finalmente nel merito delle questioni: noi siamo qui per aiutare un percorso ad arrivare al traguardo”.

 

“Siamo di fronte alla nona proroga, tutte fatte con estrema facilità e senza nessuna giustificazione, visto che la maggioranza in Regione è sempre stata la stessa, di un Piano ormai illegittimo - ha rincarato Andrea Zanoni - È la dimostrazione di una sconcertante superficialità nel gestire una materia tanto importante. Questo Piano, nato dall’assemblaggio dei vecchi Piani provinciali, fotografa una realtà del 2004-2005. Nel frattempo abbiamo avuto migliaia di ettari mangiati dalla cementificazione, pensiamo solo alla Valdastico Sud e alla Pedemontana, ci sono stati sconvolgimenti ambientali che hanno avuto pesanti ripercussioni sulla fauna selvatica. Alcune specie hanno avuto una riduzione significativa, quasi tutti gli uccelli migratori, tanto che Ispra e Unione Europea chiedono di proteggerle, altre sono in forte declino. Di tutto questo non si tiene conto. Così come non viene considerato il diritto dei cittadini di poter vietare la caccia nei propri terreni, siamo l’unico Paese con un’eccezione alla proprietà privata. Adesso attendiamo finalmente il nuovo Piano faunistico, sperando che ci sia equilibrio tra i vari interessi, ricordando comunque che l’attività di caccia va a impattare sulla fauna selvatica che è patrimonio indisponibile dello Stato. Ci auguriamo che rispetti la percentuale minima di area protetta prevista dalle norme nazionali, che è il 20%, contenga norme stringenti contro il bracconaggio, due ‘hot spot’ sono proprio in Veneto e, naturalmente norme che favoriscano e non ostacolino la richiesta dei privati di non volere i cacciatori all’interno dei loro fondi”.