Venezia 29 maggio 2017 - “Questa non è la legge contro il consumo di suolo ma la “legge-scudo” che salvaguarda e rende intoccabili le attività che maggiormente consumano e hanno consumato suolo in Veneto” è il commento di Andrea Zanoni vice presidente della commissione ambiente in consiglio regionale del Veneto in merito alle legge sul consumo di suolo.

Zanoni ha poi aggiunto: “Cave, grandi opere, autostrade, piano casa, capannoni, serre agroindustriali, ecc. saranno attività in deroga sempre concesse, la legge lo dice chiaramente all’articolo 11 che prima di un lungo elenco recita esattamente: “Sono sempre consentiti sin dall’entrata in vigore della presente legge”.

Cambierei titolo alla legge e sostituirei “Contenimento del consumo di suolo” con “Legge-scudo per capannoni, autostrade, cave e grandi opere”. Purtroppo sino agli ultimi minuti di questa partita iniziata due anni fa sono arrivati nuovi emendamenti di maggioranza utili a depotenziare ancora questa legge.

Andando alla sostanza di questa legge sarà la sola Giunta che a scatola chiusa fisserà entro 180 giorni ai sensi dell’art.4 la quantità massima di consumo di suolo, poi l’articolo 11 la demolirà esentando dai vincoli previsti le attività che in Veneto sono causa del maggior consumo di suolo, infine con l’art.12, ciliegina sulla torta, i comuni in attesa del provvedimento della Giunta potranno costruire di tutto e di più in deroga ai divieti generali.

Questa è un’occasione persa per riformare il modo di edificare in Veneto e per rilanciare l’attività edilizia attraverso pratiche sostenibili, un provvedimento del tutto inadatto ad affrontare l’emergenza sul consumo di suolo che ci vede tra le quattro regioni europee che più hanno cementificato e distrutto per sempre intere campagne, questa è la prova delle promesse non mantenute di Zaia per la tutela del territorio del Veneto.”