Venezia, 4 maggio 2016 - In considerazione del progetto della Cementirossi di coincenerire anche plastica da rifiuto mi chiedo e lo faccio rivolgendomi al Presidente della Provincia e al Sindaco di Pederobba, come possano accettare che dopo 20 anni di coincenerimento di copertoni e senza uno straccio di verifica dell'impatto sanitario, si possa essere favorevoli a questo progetto.

A Pederobba già da 20 anni si bruciano rifiuti, ora si vuole bruciare anche plastica da rifiuti senza effettuare la VIA - Valutazione di Impatto Ambientale.

La Cementirossi, che ha lo stabilimento di Pederobba nell'alveo di fiume Piave, nel cuore del distretto del prosecco, pare con la bocca del camino alla stessa quota dell'abitato di Pederobba, non è mai stata assoggettata al alcuna VIA e ora sta chiedendo questa importante variante sostenendo che non è necessaria alcuna valutazione di impatto ambientale.

Le plastiche e gomme da rifiuto - provenienti da tutta l'Italia - sono materiali eterogenei che bruciati producono potenzialmente un mix di elementi chimici non ben conosciuti né conoscibili e che potrebbero variare anche  in base alle condizioni atmosferiche e climatiche: è davvero difficile credere che una simile attività non peggiorerebbe le emissioni in ambiente.

Trovo questa prospettiva nefasta per l'area e troverei inaccettabile il fatto che si possa evitare la VIA. Per questo esorto il presidente Muraro e il sindaco Turato a rispondere, non a me, ma ai loro cittadini, chiarendo con sincerità e onestà, se loro sono disponibili ad accettare che a Pederobba si bruci anche plastica da rifiuto addirittura senza una valutazione di impatto ambientale e senza prima aver valutato l'impatto sanitario dei 20 anni di coincenerimento di copertoni.

Va aggiunto che non ci troviamo in un’area qualsiasi d’Italia bensì nella macro area della Pianura Padana dove i livelli di inquinamento dell’aria sono tali che l’UE ci ha condannati nel 2012 e nel 2014 ha aperto una nuova procedura di infrazione per la violazione della Direttiva UE sulla qualità dell’aria.  Quello che perciò la legge consente in via ordinaria potrebbe essere deleterio in quest’area, ecco perché serve la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, procedura che in casi come questi in altri stati europei , ma purtroppo non nel nostro, viene affiancata dalla VIS, la Valutazione di Impatto Sanitario. La questione della tutela dell’ambiente infatti non può essere considerata ininfluente alla questione della tutela della salute dei cittadini.

Infine chiedo al Governatore Luca Zaia se crede sia verosimile che l'area del Prosecco possa diventare patrimonio dell'Unesco con un co-inceneritore di plastica piazzato al centro.

Andrea Zanoni

Consigliere regionale del PD

 


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