I 48.968 pozzi di privati autorizzati in provincia di Treviso meritano massima attenzione alla luce degli importanti inquinamenti dell’acqua, registrati localmente da sostanze pericolose per la salute come il mercurio, il bromacile, i metalli pesanti, gli idrocarburi, i solventi organoclorurati (trielina), le sostanze perfluoroalchiliche ovvero i PFAS.

I singoli privati per autotutela dovrebbero analizzare periodicamente l’acqua utilizzata a scopo umano, le Autorità come l’ARPAV e l’ULSS invece dovrebbero concentrarsi nei controlli su quei pozzi che vengono utilizzati negli allevamenti intensivi, in agricoltura per l’irrigazione soprattutto degli ortaggi, nell’industria alimentare.

La diffusione dell’inquinamento dalla matrice acqua alla catena alimentare è un fenomeno molto più diffuso di quanto si possa credere, analisi effettuate nel 2015 dalla Sezione veterinaria e Sicurezza alimentare della Regione su campioni prelevati nell’area vicentina, veronese e padovana interessata dalla gravissima contaminazione da PFAS, hanno portato alla luce la presenza di questi composti, a volte in concentrazioni allarmanti, nella carne dei bovini di allevamento, negli animali selvatici, nell’erba medica, nell’insalata, nei polli, nelle uova delle galline, nei pesci.

Lo scorso 26 aprile ho scritto al Dott. Francesco Benazzi, direttore dell’ULSS 9 e commissario delle ULSS 7 e 8 proprio per chiedere quali iniziative fossero state intraprese per garantire che nelle tavole dei trevigiani non arrivassero cibi contaminati dalle acque inquinate, attività che dovrebbero essere state almeno programmate in considerazione di quanto riferito il 26 aprile scorso

in Commissione Sanità del Consiglio regionale dalla Dott.ssa Francesca Russo, funzionario della Regione che coordina le attività relative di controllo della contaminazione da PFAS in Veneto.

Tornando ai pozzi da controllare ricordo che presso il Genio Civile di Treviso ci sono tutte le autorizzazioni nelle quali è stato dichiarato dai privati anche il motivo del prelievo d’acqua, cosa che consentirebbe alle autorità di restringere il cerchio dei controlli a tutte le attività dell’agroalimentare.

Con la salute dei cittadini non sono concessi ne ritardi ne esitazioni anche perché vanno evitate situazioni come quelle del caso dei PFAS che vedono migliaia di cittadini con questa sostanza nel sangue anche con concentrazioni da paura.

 

Andrea Zanoni

Consigliere Regionale e Vice Presidente della Commissione Ambiente.