16 GIUGNO 2022

“Il fiume Po è a livelli di secca mai visti da 70 anni, in una crisi idrica devastante per l’agricoltura del bacino padano e con seri rischi anche per il settore idroelettrico. Il Brenta addirittura non esiste più in alcune zone dove rimangono a malapena piccole pozze sparse. Infine il Piave, dove addirittura, a conferma del livello di siccità, la stessa Giunta regionale, rispondendo l’altro giorno ad una mia interrogazione, ha ammesso di aver concesso alla Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) il prelevamento dei pesci e il loro trasferimento altrove. Il quadro è insomma drammatico e la siccità la fa da padrona”.

A sintetizzare lo scenario, in occasione della Giornata mondiale del contrasto alla siccità, è il consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni, che ricorda come “il presidente Zaia, nel 2017, altra annata orribile sul fronte della carenza idrica, aveva quantificato in un miliardo di euro il danno all’agricoltura. Dopo cinque anni ci risiamo e pure con gli interessi. Questo a causa di un modo di fare dove prevale la smania dei proclami rispetto al lavoro che indispensabile per rendere il Veneto pronto a queste ondate. In tutti questi anni non si è registrata una vera programmazione, a tal punto che siamo ancora qui a dover parlare della necessità sia di realizzare gli invasi per la raccolta delle acque che di rimettere mano alle reti idriche. Peraltro l’Anbi, che si occupa di bacini idrici, aveva recentemente individuato e reso pubblica una serie di siti nei quali realizzare gli invasi: eppure la Giunta sostiene che non vi sia nulla di concreto”.

“L’altra vergogna – conclude Zanoni – è che questo immobilismo raggiunge picchi grotteschi se pensiamo ai sistemi di irrigazione in agricoltura. Siamo ancora fermi, in tanti casi e soprattutto legati alla coltivazione del mais, al sistema a scorrimento, vecchio di 200 anni, attraverso il quale l’acqua viene immessa in solchi che però rappresentano una gigantesca forma di spreco. Servirebbe un impegno massiccio in termini di sostegni e investimenti a favore del sistema a pioggia e in pressione. Altro che Veneto sostenibile: quella di Zaia e dei suoi è solo aria fritta”.
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