Venezia, 15 settembre 2021

“Il moltiplicarsi di inchieste e arresti testimoniano che quanto fatto finora contro la criminalità organizzata in Veneto non è abbastanza. Dobbiamo triplicare i nostri sforzi e il nostro impegno, per tutelare l’economia sana della nostra regione, visto che nei prossimi mesi le organizzazioni malavitose cercheranno di mettere le mani sulle risorse del Recovery Fund”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere Pd e presidente della commissione Legalità di Palazzo Ferro Fini, a proposito del blitz, coordinato dalla Dia di Trieste, che ha permesso di sgominare una banda dedita alle estorsioni, in particolare nella zona di Bibione.

 

“Ringrazio le forze dell’ordine per questa operazione, è fondamentale riaffermare il primato della legalità, e chi ha trovato il coraggio di denunciare. Come Quarta commissione abbiamo svolto una serie di audizioni proprio sul fenomeno della criminalità organizzata in Veneto, sentendo fra gli altri il procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Venezia Bruno Cherchi. Nel suo intervento ha sottolineato come sia necessario un maggior impegno a ogni livello, definendo ‘distratto’ il Veneto per quanto riguarda la lotta antimafia ed ha denunciato l’inefficacia sia dei protocolli preventivi firmati dai prefetti con le associazioni di categoria dei piccoli imprenditori, poiché non è mai arrivata alcuna segnalazione, sia delle interdittive antimafia, troppo facilmente aggirabili. Per riuscire a intervenire in maniera più puntuale e chirurgica è necessario non solo inasprire le sanzioni ma anche intrecciare le varie banche dati e mettere in rete gli Osservatori, dotandoli però di risorse adeguate. Quello regionale, previsto dalla legge 48/2021 è sotto finanziato da tempo, una scelta che si mostra sempre più sbagliata, considerato il moltiplicarsi delle inchieste”.