"La scarsità di acqua e il caldo torrido stanno mettendo a rischio la sopravvivenza della fauna selvatica anche nella nostra regione, determinando situazioni ambientali assai critiche, destinate inevitabilmente ad aggravarsi, proprio nella fase di nidificazione e riproduzione. Numerosi habitat risultano infatti compromessi o profondamente modificati a causa degli effetti, diretti e indiretti, dei cambiamenti climatici. La fauna selvatica è patrimonio dello Stato, e la Costituzione pone tra i suoi principi fondamentali la tutela di ambiente, biodiversità, ecosistemi e animali: è perciò preciso obbligo dello Stato e delle sue articolazioni regionali e periferiche attuare ogni misura necessaria a tutela di tale patrimonio. Alla luce dell'emergenza climatica in corso, la Giunta regionale intende disporre la sospensione dell’attività venatoria per la stagione 2022/2023, o quantomeno revocare le aperture anticipate previste dal calendario venatorio?".
A chiederlo è il consigliere regionale del PD Veneto Andrea Zanoni, che ha presentato sul tema un'interrogazione sottoscritta anche dal collega Arturo Lorenzoni (Misto).
Nel testo depositato si ricorda inoltre che "il 26 luglio l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), la Lega Abolizione Caccia (LAC), Lega Anti Vivisezione (LAV), Legambiente, Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU), WWF Italia, hanno inviato ai Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome una lettera per richiamare l’attenzione sulla necessità di intervenire quanto prima a tutela della fauna selvatica, a fronte della drammatica situazione climatica che il nostro Paese sta vivendo nelle ultime settimane, chiedendo alle regioni di sospendere la caccia per questa stagione venatoria".