Ho partecipato al Consiglio Comunale di Paese, di giovedì sera 31 gennaio, dove si è discussa la mozione di sfiducia contro il Sindaco Pietrobon, che abbiamo depositato come Partito Democratico assieme alle altre  minoranze,  in merito alle 200.000 tonnellate di rifiuti di cava Campagnole dei Canzian e alla convenzione tra Comune di Paese, i proprietari della cava  e Cosmo Ambiente.

Da parte della maggioranza ci sono state troppe inesattezze e ricostruzioni dei fatti alquanto allegre e fantasiose, con attacchi da parte di qualche consigliere di maggioranza fuori dalle righe e gravemente rancorosi nei confronti dei consiglieri del PD, in particolare di Anna Foffani segretario di circolo di Paese, colpevole secondo costoro di aver espresso la propria posizione sulla vicenda tramite sui quotidiani locali.

Inoltre si percepivano i nervi a fior di pelle, evidentemente a causa della inattaccabile mozione di sfiducia presentata egregiamente dal capogruppo, tant’è che ad un certo punto è stato sospeso il Consiglio per futili motivi.

Dicono di aver fatto tutto quello che potevano e ciò è falso! I rifiuti sono entrati in cava Campagnole prima del 2012 e poi negli anni successivi fino al 2015, ne sono arrivati a camionate: eppure la giunta Pietrobon era in carica dal 2009, se avessero fatto il loro dovere e vigilato, così come prevede la legge sulle cave che pone la vigilanza in capo ai comuni, avrebbero evitato questa nuova terribile situazione per Paese. Perciò si può tranquillamente dire che ci sia stata una omissione nei controlli almeno di Cava Canzian: un fatto gravissimo, con chiare responsabilità a carico dell’attuale amministrazione.

Dire poi che nell’accordo era stato imposto il vincolo di portare via tutti i materiali dalla cava non corrisponde al vero, perché non si citano mai, in tutta la convenzione, i rifiuti sequestrati, circa 5.000 metri cubi, e i materiali depositati illegalmente, circa 45.000 metri cubi, così come non vi è traccia della disposizione di doverli portare via. Di questi rifiuti e materiali l’amministrazione comunale ha sempre taciuto sino a quando il Gruppo consigliare del PD in consiglio e il sottoscritto l’hanno smascherata, denunciando il tutto pubblicamente anche con interrogazioni, ordini del giorno e incontri pubblici.

Diciamocelo chiaro e tondo, l’amministrazione comunale ha fatto il contrario di quello che vuol dare a bere ai suoi cittadini: ha approvato un accordo utile ai privati a sanare una montagna di materiali depositati illegalmente. Trasformando l’area da cava a zona produttiva sarebbe caduto il vincolo che vietava la presenza di quel materiale in una cava, un bel favore ai privati interessati.

Pietrobon ha fatto una pessima figura, direi pilatesca, era l’ “imputato” numero uno della serata e il regolamento del Consiglio comunale prevede specificatamente una replica, ma non ha avuto il coraggio di ribattere e prendere parola, passando la patata bollente ad un impacciato Piccolotto, salvo trovare l’indomani le sue dichiarazioni sui giornali.

I cittadini dovrebbero proprio chiedersi se il sindaco o qualche consigliere di maggioranza, agendo per affari privati, avrebbero mai sottoscritto un contratto del genere, un contratto su un bene contenente materiali sequestrati su disposizione della Procura distrettuale Antimafia. Quale persona accorta firmerebbe mai un contratto del genere? E allora perché le stesse accortezze non si mettono anche quando si agisce su dei beni pubblici?

Ora cercano di liquidare il tutto con la comunicazione della recessione dalla convenzione arrivata dalla  Cosmo di Noale, mascherando così gli errori fatti invece da loro con la variante urbanistica al PAT. Da un accesso agli atti che ho fatto in regione risulta che la variante è di fatto stata bloccata per mancanza di risposte del Comune alla Regione. Ci sono ben due richieste al Comune di Paese della Unità VIA/VAS/VINCA della regione, datate rispettivamente 5/03/2018 e 28/03/2018, con oggetto “Richiesta integrazioni” con l’avvertenza che “in assenza delle integrazioni richieste NON si darà corso alla Verifica di Assoggettabilità a VAS”.  Integrazioni ad oggi mai prodotte dal Comune di Paese”.

Evidentemente dopo le mie interrogazioni alla Giunta Zaia del 2017 sulla convenzione, la Regione ha puntato i riflettori sul “Caso Paese” chiedendo integrazioni e spiegazioni, anche in seguito a segnalazioni dell’ARPAV e a una petizione popolare sottoscritta da oltre 4.500 cittadini. Spiegazioni molto imbarazzanti per l’amministrazione Pietrobon, che non ha mai voluto e saputo dare. Evidentemente a Paese qualcuno ha la coda di paglia.

Pensavamo infine che ci svelassero finalmente il mistero dei rifiuti inseribili in un solo  pacchetto di sigarette, pacchetto citato in una lettera del sindaco Pietrobon mandata a tutte le famiglie nel marzo 2018 per cercare di sminuire la faccenda, niente da fare! Continueremo perciò a chiederci se è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago o che Pietrobon riesca a inserire 200.000 tonnellate di rifiuti dentro ad un pacchetto di sigarette.

Una cosa sulla quale non ci sono misteri ma ahimè solo certezze è che a Paese ci ritroviamo con una montagna di rifiuti, anche pericolosi, arrivati, depositati e ora stoccati illegalmente. Chissà quando mai qualcuno li porterà via.

Andrea Zanoni

Paese, 1 febbraio 2019