COMUNICATO GUARDIE ENPA - Treviso, 14 settembre 2019

“Contrasteremo il bracconaggio e gli illeciti dei cacciatori anche con fototrappole con trasmissione a distanza e droni telecomandati con fotocamere”. È l’impegno delle Guardie zoofile dell’Enpa che oggi a Treviso, a Palazzo Bomben Caotorta, hanno tenuto  una conferenza stampa in merito all’attività di controllo del territorio contro  il bracconaggio e gli abusi venatori, alla vigilia dell’apertura della stagione di caccia. All’incontro hanno partecipato Renzo Rizzi, (Ispettore regionale Guardie Enpa), Enrico Tomasella (Capo nucleo delle Guardie zoofile Enpa della Provincia di Treviso),  Andrea Zanoni (vicepresidente della commissione Ambiente del Consiglio regionale del Veneto da sempre impegnato nella lotta al bracconaggio), oltre a una decina di Guardie Enpa in divisa.

“L’Italia - ha ricordato Renzo Rizzi - si trova sulle rotte di migrazione di molte specie di uccelli, che in autunno scendono dal Nord per svernare da noi o addirittura in Africa. L’attività venatoria interessa quindi anche queste migrazioni e coinvolge popolazioni di uccelli che vivono per molti mesi all’anno nel Nord Europa. La loro conservazione è quindi di interesse europeo, tanto che la prima Direttiva in assoluto emessa dalla Comunità Europea riguardava proprio questo argomento, in particolare la necessità che i singoli Stati provvedessero ad emanare leggi per garantire una adeguata consistenza numerica delle varie specie, specialmente quelle migratrici. Da allora molte cose sono migliorate, la sensibilità dei cittadini per le esigenze di conservazione ha avuto una radicale evoluzione, ma in alcuni Stati gli abbattimenti di specie protette, oppure il superamento dei limiti numerici di abbattimento di specie cacciabili, hanno attirato l’attenzione dell’Europa, con tanto di richiami ufficiali. Inclusa l’Italia, proprio a causa della situazione in Veneto, una delle Regioni maggiormente interessate dai flussi migratori”.

Rizzi ha poi sottolineato come “in seguito all’ultimo ‘richiamo’ dell’Europa, il cosiddetto EU-Pilot/5283/13/ENVI, lo Stato italiano, attraverso il ministero dell’Ambiente e l’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (Ispra), abbia redatto nel marzo 2017 un Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli Uccelli selvatici, nel quale si stabiliscono le linee d’azione per aumentare la vigilanza e per migliorare l’applicazione delle leggi in materia venatoria. Oltre ad individuare gli illeciti od i reati più comuni, vengono anche individuati in Italia sette ‘Black Spot’, cioè zone dove le violazioni sono più frequenti e le conseguenze più gravi. Due di questi punti critici si trovano proprio in Veneto: il Delta del Po e la zona collinare pedemontana. Nei due anni successivi all’adozione del Piano sono stati redatti altrettanti rapporti sui risultati delle attività di contrasto degli illeciti, ed è emerso che nella nostra Regione vengono commesse moltissime violazioni. In particolare dal primo rapporto risulta che il numero maggiore di illeciti di natura penale è stato commesso proprio in Veneto: 281 reati denunciati alla Magistratura. Ciò evidenzia come alcune verifiche siano realmente effettuate, ma la situazione è molto lontana dall’essere completamente sotto controllo. E nel Piano Nazionale viene esplicitamente indicata la necessità di impiegare e valorizzare le Guardie volontarie delle Associazioni di tutela animale ed ambientale”.

È poi intervenuto Enrico Tomasella spiegando che “le Guardie Zoofile dell’Enpa da quest’anno si sono dotate di nuovi strumenti tecnologicamente avanzati come apparati di registrazione video con trasmissione a distanza, le cosiddette fototrappole, in grado di operare automaticamente ed anche al buio e come i droni, che in molti casi sono insostituibili. La nostra attività, ha continuato verrà quindi svolta con l’importante aiuto di nuovi strumenti utili ad individuare bracconieri e cacciatori che non rispettano le leggi”.

Rizzi e Tomasella hanno quindi consegnato e illustrato ai presenti i due rapporti sul bracconaggio in tema di illeciti, allegando documentazione fotografica su gravissimi atti di bracconaggio rilevati dalle Guardie Enpa nei confronti di specie minacciate come il caso del Marangone minore abbattuto a Padova, il Tarabuso, l’Ibis eremita e il Corvo imperiale abbattuti nel Vicentino, un Tasso ucciso sempre nella Provincia berica. 

Zanoni ha invece illustrato la propria attività in Consiglio regionale a difesa degli animali selvatici nonché l’ultima sua interrogazione, sottoscritta trasversalmente dai colleghi del PD, Italia in Comune, Civica per il Veneto, Leu e M5S, con la quale ha denunciato 44 casi di bracconaggio e illeciti venatori accaduti nella scorsa stagione di caccia. “Gli animali selvatici devono essere oggetto di tutela perché sono un patrimonio naturale di tutti i cittadini, perciò è giusto ricorrere ad ogni mezzo tecnologico per individuare e denunciare alle autorità chi li cattura e li uccide illegalmente. Personalmente auspico che in un prossimo futuro vengano cancellati i calendari venatori, da sostituire con dei calendari di tutela di questi animali già stremati e decimati dai cambiamenti climatici, dall’agricoltura meccanizzata, dai pesticidi e dal consumo di suolo”.

La conferenza stampa si è poi conclusa con l’illustrazione da parte di Rizzi del funzionamento delle fototrappole trasmittenti a distanza e dei droni, oltre alla casistica del loro utilizzo per scovare bracconieri e cacciatori irrispettosi della legge e con  il ringraziamento al consigliere Andrea Zanoni che ha voluto finanziare l’acquisto di questi strumenti ad alta tecnologia e che nell’occasione ha donato alle Guardie copie del libro postumo “Gli Animali hanno Diritti” del Dott. Davide Montini Trotti, già Pretore di Padova ed Asiago, contenente molte sentenze innovative sulla tutela degli animali selvatici utili per il lavoro di denuncia delle Guardie. “Ricevere in diretta, anche a distanza di chilometri, le immagini e i video di bracconieri, in azione – ha concluso Rizzi - ci consente di andare a colpo sicuro avendo anche il tempo di attivare subito i Carabinieri forestali e la Polizia provinciale per le attività di Polizia giudiziaria, come il sequestro dei mezzi vietati e l’eventuale arresto dei colpevoli”.

Per informazioni: Paolo Pizzati 338 2691092.


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