“Il boom senza freni di consumo del suolo nella nostra regione, e che vede il territorio veronese maglia nera con 185 ettari di nuove edificazioni nel 2021 (dati Ispra), è il frutto di una legge regionale che solo sulla carta è nata per arginare il fenomeno ma che di fatto lo consente”.

La presa di posizione è dei consiglieri regionali del PD Veneto, Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon.

“Il Veneto continua ad attraversare una fase di deregulation totale. Si assiste ad una proliferazione di edificazioni, in primo luogo quelle legate alla logistica e al commerciale: nel solo territorio trevigiano, ad esempio, si contano ben 8 nuove realizzazioni negli ultimi mesi. E mentre l’assessore regionale Bottacin vorrebbe snellire ulteriormente le norme per ottenere totale carta bianca alle costruzioni, è evidente che per fermare il consumo del suolo servano invece norme più stringenti, a partire da quella legge nazionale che, dopo essere approdata in Parlamento, non è mai stata approvata a causa delle pressioni della lobby del cemento”.

Zanoni e Bigon osservano poi come “la normativa veneta prevede una serie infinita di deroghe che ha portato a questa situazione: non sono infatti assoggettate le grandi opere, i piani d’area, gli interventi concessi tramite lo sportello SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), le cave, le discariche e tutte le costruzioni previste dal Piano Casa. Di fatto questa legge sul consumo del suolo va a gestire solo residenziale: Bottacin faccia mea culpa: sono lui e la Giunta Zaia i veri responsabili di questo incessante saccheggio del nostro territorio”.