Andrea Zanoni (IdV) plaude all'intervento dei Nas nello zoo di  Godega di S. Urbano (Treviso). Possibili multe da 15mila a 90mila euro. “Adesso gli animali siano ricollocati prima possibile in altre strutture e vengano accertate le responsabilità di chi ha concesso a Zava di lavorare in queste condizioni”

“Il gestore dello zoo di Godega di S. Urbano potrebbe essere multato fino a 90mila euro dopo il tempestivo intervento dei Nas che ne hanno accertata la mancanza di autorizzazione”. Lo fa sapere Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice presidente dell'intergruppo per il Benessere degli Animali al Parlamento europeo, in merito allo zoo allestito nel giardino del ristorante Primavera e gestito da Giampietro Zava. “Conosco molto bene il signor Zava, condannato in via definitiva nel 1998 per maltrattamento su animali dopo una mia denuncia in veste di Guardia giurata volontaria e poi ancora nel 2011 con varie accuse tra cui detenzione di fauna protetta ”.

Lo zoo di Godega è finito nell'occhio del ciclone dopo il servizio di Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia andato in onda lunedì sera. In questi giorni, e dopo una lunga indagine, i Nas hanno ordinato il sequestro di 80 animali in via amministrativa perché è stata rilevata l'attività di guardino zoologico non autorizzata. “La legge che disciplina il rilascio di questa autorizzazione è il decreto legislativo 73 del 21 marzo 2005 in attuazione della direttiva 1999/22/CE – spiega Zanoni - L'articolo 8 di questo decreto prevede una sanzione amministrativa per chi esercita l'attività di giardino zoologico senza licenza da 15mila a 90mila euro”.

Zanoni coglie l'occasione per ricordare che il gestore, Giampietro Zava, è stato condannato l'ultima volta nel 2011 dal Tribunale di Verona alla pena patteggiata di quattro mesi di reclusione per detenzione di fauna protetta dalla Direttiva Uccelli (147/CE/2009) e detenzione illecita di armi da fuoco, oltre che per altri capi di imputazione. “Com'è possibile che una persona condannata in via definitiva per maltrattamento sugli animali riceva il permesso di detenere tutti questi animali?”, si chiede Zanoni. “Mi auguro che le autorità competenti vadano a fondo di questa vicenda accertando anche le responsabilità di chi ha consentito a Zava di detenere questi animali e di chi fino adesso ha tenuto gli occhi chiusi di fronte ad una simile vergogna”.

Zanoni ricorda anche come l’Associazione CONFU (Confederazione Ornitologica Nazionale Fiere Uccelli) presieduta proprio da Zava, abbia ricevuto circa 10mila euro, senza alcuna pezza giustificativa, da parte della Provincia di Treviso in occasione della “XV Mostra dei Trofei ed evento Natura, Cultura e Tradizione” lo scorso maggio. “Abbiamo già redatto un esposto da presentare alla Corte dei Conti – riferisce Zanoni – Oggi, alla luce dell'intervento dei Nas e di Striscia, il presidente della Provincia Muraro deve revocare le autorizzazioni e sottrarre immediatamente a Zava tutti gli animali selvatici protetti che la provincia in questi anni gli affidato in modo molto discutibile”.

“Il signor Zava, noto cacciatore in tutto il trevigiano, deve essere messo nelle condizioni di non nuocere più agli animali che evidentemente non è in grado di gestire. Adesso, con il suo invito a regalare gli animali, vuole lavarsene le mani. Che si assuma le proprie responsabilità e risponda di fronte alla legge delle misere condizioni in cui ha tenuto questi poveri animali fino adesso”.

“L'Europa, con la Direttiva 1999/22/CE, fissa standard precisi di tutela degli animali detenuti in queste strutture – conclude l'Eurodeputato – Si legge, infatti, che il ruolo principale dei giardini zoologici è quello di proteggere la fauna selvatica e di salvaguardare la biodiversità, non quello di esporre gli animali al pubblico e quindi detenerli in spazi angusti, senza riparo, in modo che siano sempre visibili agli spettatori”.


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