“Sulla Pedemontana adesso la Regione non potrà far finta di niente. Alla mia interrogazione, presentata due mesi fa, non si sono degnati di rispondere, ora Zaia e Vernizzi dovranno finalmente chiarire alla Corte dei Conti senza mettere la testa sotto la sabbia”. Il consigliere del Pd Andrea Zanoni torna sulla vicenda della superstrada dopo la relazione di 161 pagine inviata da Roma, con una serie di domande rimaste inevase su commissariamento, sostenibilità finanziaria dell’opera ed espropri.

“La lettera della Corte è chiara - attacca Zanoni - Chi doveva rispondere ai rilievi mossi sulla vicenda Superstrada Pedemontana Veneta non lo ha fatto, violando la legge che prevedeva che le risposte dovevano arrivare tassativamente entro 180 giorni. Il primo settembre, però, la Regione non potrà più tirarsi indietro. Il magistrato Antonio Mezzera è stato perentorio, solleva alcune questioni irrisolte, che sono le stesse della mia interrogazione a risposta dello scorso 19 maggio. La Corte dei Conti vuole che si faccia luce sui lati ancora oscuri della realizzazione della Pedemontana: quantificare i costi delle opere di viabilità di raccordo non previsti, come verrà finanziata, e con quali fondi e che fine hanno fatto i bond americani promessi a dicembre. E ancora, cosa accadrà se a causa dei flussi di traffico inferiori al previsto dovranno esserci ulteriori esborsi pubblici, se è stato posto fine allo stato straordinario di commissariamento, quali attività di vigilanza da parte del commissario sono state previste sulla direzione lavori considerata la ‘modesta attività di controllo in essere’ e di riferire in maniera dettagliata sullo stato di pagamento degli espropriati”.

“Nella nota viene anche evidenziato come il pagamento dei collaudatori a carico del concessionario è contrario al principio del buon andamento amministrativo dal momento che la loro posizione quali contraddittori dell’esecutore non tollera condizionamenti, mette in evidenza ancora Zanoni: “È forse anche per questo che il presidente Zaia e il commissario Vernizzi non hanno risposto nei termini previsti alla Corte dei Conti? La questione del conflitto di interessi sui collaudatori, del mancato pagamento degli espropriati, l’inadempimento da parte di SIS sul closing finanziario per sostenere l’opera sono questioni che hanno bisogno di chiarezza e massima trasparenza. Invece stiamo assistendo a imbarazzanti censure e silenzi, inaccettabili visto che in ballo ci sono centinaia di milioni di euro pubblici, alla faccia del project financing che prevedrebbe che fosse il privato a pagare. Qualcuno in Regione fa lo struzzo, o peggio, ha la coda di paglia”.


Lettera 11 07 2016 Corte dei Conti.pdf