Andrea Zanoni, candidato alle europee, interviene sul progetto di legge che vuole bloccare i ricorsi delle associazioni ambientaliste.

Nei giorni scorsi è stata depositata al parlamento la proposta di legge blocca-ricorsi, la n. 2271 che, di fatto, vuole escludere dalle aule dei tribunali le associazioni ambientaliste. La proposta di legge 2271 è stata sottoscritta da 136 deputati del Pdl ed il primo firmatario è l’onorevole Michele Scandroglio, residente a Genova. Con due brevi aggiunte all’articolo 18 della legge 8 luglio 1986 (responsabilità processuale delle associazioni di natura ambientale), si estromettono per sempre dai ricorsi al TAR le storiche associazioni quali Italia Nostra, Legambiente, Wwf, senza parlare della miriade di piccole associazioni locali e comitati. Il testo recita che qualora il ricorso alla giustizia amministrativa "sia respinto perché manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del giudizio". Ciò significa che se un cantiere di un’opera che deturpa il paesaggio, viene bloccato grazie al ricorso al TAR per un anno e poi, in appello, il Consiglio di Stato ribalta la situazione dando via libera al cantiere, chi dovrà pagare i danni saranno le associazioni. “Questa è una legge che aiuterà solo gli speculatori, i saccheggiatori,  i devastatori del territorio, gli affaristi che diverranno liberi di operare per i loro affari milionari ai danni dei cittadini e dell’ambiente – ha dichiarato Andrea Zanoni, candidato indipendente in Italia dei Valori per le Elezioni Europee 2009. Se questa legge dovesse passare, tutte le associazioni verrebbero messe nella condizione psicologica di temere ogni azione legale di difesa del territorio per il rischio di dover poi pagare dei risarcimenti milionari. Se sarò eletto, farò tutto il possibile affinché l’Europa riconosca alle associazioni ambientaliste il diritto a costituirsi nei giudizi amministrativi per la tutela del l’ambiente, senza il ricatto delle sanzioni milionarie.”