“Il Governo tramite il Ministero dell’Ambiente e quello dell’Economia e delle Finanze sta valutando di impugnare la Legge regionale 18 del 2016, il cosiddetto “Collegato agricoltura, caccia e pesca” per contenuti ritenuti palesemente incostituzionali. Sono infatti più di una le lettere degli Affari Regionali presso la Presidenza del Consiglio indirizzate all’Avvocatura della Regione in merito a diverse violazioni contenute nella L.R.18/2016, lettere dalle quali si può evincere, fra l’altro, che la Legge sull’eradicazione delle Nutrie, la 15/2016, non è stata impugnata solo per decorrenza dei termini, essendo anch’essa stata oggetto di rilievi di incostituzionalità da parte del ministero dell’Ambiente.

“Fin da subito, dopo l’approvazione in aula - ha commentato il consigliere PD Andrea Zanoni - mi sono attivato con una serie di esposti al Governo (uno sottoscritto anche dalle colleghe Francesca Zottis e Cristina Guarda), incontri e contatti al fine di informare compiutamente chi di dovere sui contenuti della legge, che contiene alcune disposizioni in palese contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica, fissati dalla vigente normativa statale e comunitaria”.

Nelle scorse settimane Zanoni aveva evidenziato i tanti nodi che adesso sarebbero venuti al pettine: dalla violazione delle disposizioni sulla caccia in via esclusiva (in forma vagante o appostamento fisso) e al nomadismo venatorio in contrasto con la legge nazionale 157 del 1992. Nel primo caso venivano “garantite” quindici giornate di caccia in forma vagante a chi ha optato per quella da appostamento fisso e viceversa, nel secondo la possibilità di cacciare gli uccelli migratori per ben trenta giornate in tutti gli Ambiti territoriali di caccia (Atc) del Veneto a partire dal 1 ottobre di ogni anno e senza chiedere il permesso all’ambito ospitante. Il consigliere del Pd aveva poi evidenziato l’illegittimità dell’articolo sull’addestramento dei cani da caccia da potersi svolgersi tutto l’anno anche con l’abbattimento di fauna d’allevamento con armi da fuoco, inoltre dell’articolo relativo alla presenza negli organi direttivi degli Atc dei rappresentanti di associazioni venatorie non riconosciute a livello nazionale, dell’articolo sulla caccia da natante e infine di quello sulle “misure di contenimento” del cormorano, che è invece specie protetta.

“Sono soddisfatto perché il ministero dell’Ambiente ha fatto propri tutti i miei rilievi di incostituzionalità di questa legge approvata sotto dettatura della lobby dell’estremismo venatorio, oggi rappresentato in aula da un solo consigliere. Ora a chi come me è per il rispetto dell’ambiente e delle norme che lo tutelano e crede fortemente nella legalità non resta che incrociare le dita affinché il prossimo Consiglio dei ministri accolga la tesi del ministero dell’Ambiente e dell’Economia impugnando la legge presso la Corte Costituzionale”.