“Le rassicurazioni dell’assessore Bottacin fanno piacere ma non possono bastare: vogliamo sapere quali sostanze sono state bruciate e quante tonnellate di polveri sottili hanno inquinato l’aria domenica pomeriggio. Non possiamo permetterci incidenti come quello di ieri al petrolchimico, l’Eni deve programmare urgentemente la manutenzione straordinaria al cracking e la Regione deve tutelare i suoi cittadini”. Il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni interviene su quanto accaduto nell’impianto di Versalis al petrolchimico di Porto Marghera: nel primo pomeriggio un forno è andato in blocco a causa di un calo di pressione improvviso, rendendo necessario il completo stop dell’impianto e l’accensione di due torce che hanno bruciato il materiale in esubero, rilasciando una colonna di fumo denso e nero visibile a molti chilometri di distanza. Solo alle 19 di domenica l’Ulss 12 ha dichiarato che l’allarme era rientrato.

“Eni deve intervenire per prevenire incidenti come quello di domenica. Condivido le richieste della Filtcem Cgil: servono verifiche approfondite e un check up completo del sistema di produzione per evitare ogni tipo di rischio. L’azienda ha preso degli impegni, messi nero su bianco, adesso deve attuarli”, aggiunge Zanoni, che chiama in causa anche la Regione: “Mi fa piacere sapere dalle dichiarazioni di Bottacin, assessore all’Ambiente del Veneto, per il quale ‘l’entità e la natura delle emissioni non sono stati tali da far scattare il piano emergenziale previsto per le gravi crisi ambientali’, ma a lui pongo alcune domande. Perché se l’Ulss12 ha invitato i residenti a tenere porte e finestre chiuse non sono scattate le sirene di avvertimento? La Regione conosce i piani di manutenzione di questi impianti e i rischi connessi al ritardo del loro ammodernamento? Possono i cittadini sapere, tramite Arpav, quale e quanto materiale è stato bruciato e soprattutto quante tonnellate di polveri sottili e altri composti hanno inquinato l’aria che respirano in particolare a Marghera, Mestre e Riviera del Brenta nel pomeriggio di domenica?”

“Sono domande a cui spero Bottacin voglia rispondere al più presto, perché le rassicurazioni generiche non sono sufficienti – conclude Zanoni - In Veneto non ci possiamo permettere il minimo incidente del genere perché da anni viviamo in una sorta di camera a gas, senza dimenticare che siamo sotto procedura di infrazione n.2014/2147 per la violazione della direttiva aria con il rischio di dover pagare sanzioni milionarie, come è emerso dal Rapporto sugli Affari europee”.