“Ho appreso dalla stampa locale della notizia, inaspettata e gradita, dell'abbandono da parte della Fondazione per la Cultura Rurale della gestione dell'area denominata ‘Parco delle Sorgenti’ del Bosco di Dueville nel comune di Dueville. Come noto, la Fondazione per la Cultura Rurale è molto vicina, se non coincidente, all'Associazione Cacciatori Veneti del cacciatore-consigliere regionale Sergio Berlato”. Il consigliere regionale Andrea Zanoni (Pd) commenta lo scenario che si è sviluppato nel Vicentino attorno al “Parco delle sorgenti, che si estende per circa 20 ettari si sviluppa all'interno di un comprensorio di grande valore naturalistico come il ‘Bosco di Dueville’ da tempo riconosciuto come Zona SIC e ZPS appartenente alla Rete Natura 2000 dell’Unione Europea – spiega il consigliere ambientalista - area dal pregio inestimabile vista la peculiarità degli habitat, polle e canali di risorgiva, boschi igrofili, prati umidi frequentati da una fauna tipica con un alto indice di biodiversità.

L'area è stata interessata da un progetto di riqualificazione finanziato con fondi europei del programma LIFE Plus Natura denominato Sor.Ba che, al momento della sua presentazione, nell'ormai lontano 2010, aveva ricevuto apprezzamenti positivi da Associazioni protezionistiche e amministrazioni locali.Ingente la somma destinata alla riqualificazione naturalistica dell'area:oltre 1.660.000 euro di soldi pubblici distribuiti tra fondi UE, finanziamenti provinciali, contributi degli Enti locali, Comuni di Dueville, Caldogno e Villaverla. Poi, all'improvviso – ricostruisce Zanoni - come una mossa da gioco ‘dei tre bussolotti’ in una fiera paesana, magicamente viene stralciata dal progetto l'ipotesi di costruzione di una struttura in legno, ecologica e poco impattante che avrebbe ospitato il centro visite, per prevedere la ricostruzione ex novo della vecchia piscicultura in cemento armato, con un aggravio dei costi e dell'impatto ambientale.

Fortunatamente contro questa manovra di ristrutturazione urbanistica più che di riqualificazione ambientale, si sono mossi gruppi di cittadini attivi e le associazioni protezionistiche di zona. Di buon grado assecondai le loro richieste per tentare di scongiurare, attraverso interrogazioni alla Commissione Europea e sopralluoghi sul posto, l'ipotesi di destinazione dell'area delle Sorgenti a finalità speculative e commerciali”

“A due anni e mezzo dal termine del progetto LIFE, dopo oltre un anno di completa assenza di attività previste da quel finanziamento comunitario, si ritorna al punto di partenza per la gestione dell'area.Appaiono a questo punto risibili le motivazioni addotte dai cacciatori della Fondazione per la Cultura Rurale per giustificare la fuga dall'impegno preso. La verità è che Berlato e la sua Fondazione si sono trovati inadeguati al compito – continua Zanoni - ovvero attività di educazione ambientale e gestione naturalistica che mal si coniugano coi carnieri delle doppiette dei Cacciatori Veneti in deroga dediti al nomadismovenatorio”.

“La vicenda del Parco delle Sorgenti dimostra come la mobilitazione di cittadini e associazioni, quando sono supportate da una stringente azione politica di controllo e monitoraggio, possono invertire destini che apparivano segnati. Ora non si può che auspicare la redazione di un nuovo bando di gestione dell'area, affinché siano concretamente realizzati quegli impegni a cui la Comunità europea vincolava la concessione dei finanziamenti generosamente elargiti”.