Veneto, 4 ottobre 2019

“Il Veneto sta diventando una ‘eccellenza’ anche per quanto riguarda la trasformazione dei capannoni industriali abbandonati in discariche non autorizzate, con delinquenti che si arricchiscono sulla nostra pelle e sul nostro ambiente. La Giunta Zaia rafforzi controlli, facendo squadra con i Comuni, l’emergenza ambientale della nostra regione va affrontata seriamente e a 360 gradi”. È quanto dichiarano i consiglieri del Partito Democratico Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon a proposito della maxi operazione dei carabinieri forestali di Modena che hanno sgominato una banda che stoccava illegalmente scarti tessili da fabbriche cinesi di Prato nei capannoni abbandonati del Nord, con due arresti e sedici indagati, ventiquattro siti perquisiti e sequestrati. “È un business assai redditizio per le organizzazioni malavitose, quanto dannoso per l’economia, l’ambiente e la salute dei cittadini. Spesso, in maniera accidentale o dolosa, i rifiuti vengono infatti dati alle fiamme: in Veneto negli ultimi tre anni ci sono stati oltre 1.300 roghi, le cui esalazioni tossiche sono pericolose, così come i reflui, dovuti allo spegnimento delle fiamme, che restano sul suolo o finiscono nei corsi d’acqua. I capannoni vuoti fanno gola e nella nostra regione c’è l’imbarazzo della scelta, con 11mila strutture abbandonate, una ogni quattro nella sola provincia di Treviso”.

 

“Serve maggior vigilanza - aggiungono - perché si tratta di rifiuti molto voluminosi che per essere trasportati richiedono numerosi viaggi di mezzi pesanti che non passano inosservati. La Regione dovrebbe attivare un sistema di comunicazione efficace con i sindaci e le relative polizie municipali per un monitoraggio delle zone industriali dove si concentrano questi siti. Ci appelliamo anche ai cittadini, affinché segnalino tempestivamente alle autorità traffici sospetti senza esitazioni”.

 

“Di recente - ricorda poi Zanoni - mi è capitato di essere avvisato da un abitante di un Comune dell’hinterland trevigiano per alcuni movimenti ‘strani’ di camion che trasportavano rifiuti e cosi’ ho richiesto un intervento dei carabinieri del Noe di Treviso che dopo i controlli del sito hanno denunciato i responsabili alle competenti autorità. Ciò a dimostrazione dell’importanza del monitoraggio anche dei cittadini oltre che delle forze dell’ordine”.

 

“Come Partito Democratico - concludono i due consiglieri - continueremo a sollecitare un maggior impegno della Regione e invitiamo Zaia  a costituirsi parte civile nel processo. La speranza è che questi criminali, grazie anche alla legge sugli ecoreati introdotta dal Governo Pd nel 2015, possano pagarla cara. Ricordiamo che le sanzioni prevedono infatti anche la reclusione da cinque a quindici anni”.