L'eurodeputato Andrea Zanoni presenta un'interrogazione d'urgenza alla Commissione europea affinché spinga le autorità locali a un'analisi scrupolosa delle cause di questa moria. “Scongiurare l'effetto domino per l'ecosistema e ogni rischio per la popolazione. Le alghe? L'anno scorso ho redatto una dichiarazione scritta che chiede all'Ue di prendere sul serio il problema

 

La Commissione europea spinga le autorità locali venete a fare luce immediatamente sullo scempio ambientale della moria di massa di pesci a Venezia per scongiurare ogni possibile ripercussione sulla salute dei cittadini e sull’ecosistema ed evitare il propagarsi di questo preoccupante fenomeno”. Lo chiede con un'interrogazione parlamentare Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. Zanoni: “Le tonnellate di pesce marcio raccolti fanno paura. E' fondamentale che si scoprano immediatamente le cause di questo disastro per scongiurare eventuali effetti a catena e rischi per la popolazione e l’ecosistema”.

 

Da circa metà luglio 2013 a Venezia si è iniziato a percepire un odore terribile e l’acqua della laguna ha acquistato un colore marrone, quasi nero. Dalla notte fra venerdì 19 e sabato 20 luglio sono stati avvistati migliaia di pesci morti galleggianti. Nella mattinata di venerdì numerosissimi pesci in decomposizione, compresi anguille e granchi, sono apparsi nei canali interni del centro storico della città. I cittadini veneziani riportano uno spettacolo terrificante, con un odore insopportabile diffuso la mattina del 21 ed avvistamenti di pesci galleggianti con le interiora esposte. Veritas (Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi), l’azienda erogatrice di servizi ambientali di Venezia, ha raccolto in due giorni circa 5 tonnellate di pesce marcio.

 

Il Comune di Venezia e l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) dicono che il fenomeno sarebbe legato alla proliferazione anomala di alghe allogene. Considero fondamentale che questa ipotesi venga comprovata con analisi immediate e scrupolose dei pesci ritrovati e dell'acqua della laguna – attacca Zanoni – Non possiamo correre il minimo rischio che le cause siano ben più gravi e possano in qualche modo minacciare l'ecosistema marino delle laguna e, peggio ancora, la salute di veneziani e turisti”.

 

Nel gennaio 2012 Zanoni è stato uno dei quattro promotori della dichiarazione scritta 41/2011 che chiede alla Commissione europea di elaborare un piano di azione europeo per proteggere i propri litorali dal proliferare delle alghe. Dopo l'approvazione della dichiarazione dall'intero Parlamento europeo, Zanoni aveva dichiarato: "L’eccessiva proliferazione di alghe interessa l’insieme dei litorali europei, compreso l'Adriatico, a seguito dell’eutrofizzazione delle acque costiere e degli estuari. Considerando che questi fenomeni danneggiano gravemente il buono stato ecologico delle acque, la salute pubblica e il dinamismo economico dei territori interessati, bisogna intervenire al più presto e a livello europeo".

 

 

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