“Quasi 1.400 ettari cementificati in tre anni in tutto il Veneto, seconda regione per consumo di suolo nel 2015 dietro la Lombardia. I numeri del rapporto dell’Istituto superiore per la protezione ambientale (Ispra) tracciano un quadro non proprio roseo per la nostra regione”.
Il consigliere regionale Andrea Zanoni commenta i dati dell’Ispra. “Il Veneto ha il 12,2% di suolo edificato; peggio fa solo la Lombardia con il 12,8%. Sopra la doppia cifra ci sono ben cinque province: Padova (18,8), Treviso (16,5), Venezia (14,5), Verona (14) e Vicenza (13); al di sotto Rovigo (8,8) e Belluno con (3,3%). Tutto questo - continua Zanoni - in attesa della legge promessa da Zaia ancora diversi anni fa e che tarda invece a trovare forma. In commissione Ambiente si discute ancora della legge sul consumo di suolo, nata male e cresciuta peggio – sottolinea il consigliere del Partito Democratico – perché ancora non dà le risposte necessarie per frenare il consumo di suolo prevedendo molte, anzi troppe, deroghe. Mi riferisco al fatto che non si considerano le grandi opere strategiche, gli ampliamenti dell’esistente tramite il Suap (Sportello Unico Attività Produttive), le opere dei programmi triennali delle pubbliche amministrazioni, le serre agricole, le cave, i capannoni commerciali della L.R.50 sul commercio, le infrastrutture, il Piano casa. Un urbanista in audizione mesi fa ha affermato che con questa legge andiamo ad incidere sul 15% del consumo di suolo e ciò la dice lunga. Questa legge osa troppo poco in una delle regioni d’Europa che ha fatto più danni di tutte al proprio territorio, paesaggio e ambiente e che avrebbe bisogno di tutt’altra cura”.

Secondo l’esponente Dem “I dati della rete di monitoraggio mostrano come, a livello nazionale, il suolo consumato sia passato dal 2,7% degli anni Cinquanta al 7,0% stimato per il 2015, con un incremento di 4,3 punti percentuali e una crescita percentuale del 159% (1,2% ulteriore tra il 2013 e il 2015). Tornando ai numeri veneti dal 2012 al 2015, sono andati persi circa 1.400 ettari, un aumento dello 0,6%, seppure inferiore rispetto ad altre stime. A livello comunale maglia nera per Padova che ha ormai consumato il 49% di suolo, seguita da Noventa Padovana con 43,7% e Spinea, 43.2%. Cifre che non sono neutre, ma hanno un costo: secondo le stime dell’Ispra il danno economico imputabile al suolo consumato e alle sue conseguenze, in primis sulla produzione agricola, vale fino a 824,5 milioni di euro, 77 soltanto per il Veneto. Sono cifre drammatiche – conclude Zanoni - che rendono sempre più urgente l’approvazione di una buona legge”.


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