“I nostri dubbi erano fondati, adesso anche l’Autorità Anticorruzione ha aperto un’indagine sulla procedura di assegnazione dei lavori per il bacino di laminazione sul torrente Curogna. Oggi ho sentito il responsabile unità organizzativa della Valutazione impatto ambientale (VIA) a cui ho mandato formalmente il documento dell’Anac”.

Il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni torna sul caso della cava finita sotto la lente dell’organismo di vigilanza guidato da Raffaele Cantone, annunciando una nuova interrogazione, dopo quella dell’ottobre 2015 presentata insieme alla capogruppo Alessandra Moretti. “Allora la Giunta dette risposte superficiali, poco soddisfacenti. Avevamo sottolineato come non ci fosse chiarezza nelle procedure che coinvolgevano il Comune di Pederobba, la ditta Emaprice e lo Studio Proteco. Adesso l’Autorità Anticorruzione ha aperto un'inchiesta per verificare le procedure di evidenza pubblica che vanno sempre garantite in caso di pubblici appalti”.

“Ho inviato la documentazione anche al responsabile della VIA chiedendogli di fornirlo a tutti i commissari–dice ancora Zanoni-visto che la commissione ancora non si è espressa sul progetto, così come la Soprintendenza ai beni ambientali. Dal piccolo al grande l’Italia si salva solo se c’è un recupero del senso della legalità e della trasparenza. Bisogna fare le cose secondo la legge, senza sotterfugi, senza scorciatoie perché nelle scorciatoie molto spessosi annidano gli interessi particolari e il malaffare, e ne fa le spese il bene comune. Ben venga perciò l'attenta verifica dell’Anticorruzione. A Pederobba si rischia di svendere un pezzo di territorio ambientale dall’alto valore naturalistico assecondando gli interessi di un privato che vuole fare una cava mascherata da bacino di laminazione, ormai inutile. E' infatti evidente a tutti che il torrente Curogna, dopo gli avveduti interventi del Genio Civile degli anni scorsi, non dà più alcun problema. Prova ne è che nelle ultime settimane – conclude l’esponente Dem - di fronte alle piogge torrenziali che hanno sferzato il trevigiano, il Curogna non si è mosso dal suo alveo naturale.Nei prossimi giorni presenteremo una nuova interrogazione e vedremo se stavolta la Giunta ci darà delle risposte convincenti”.