Sabato 28 settembre, a Trieste l’eurodeputato Andrea Zanoni ha partecipato alla manifestazione per l’abolizione della vivisezione: «La vivisezione è un mero alibi, sostenuto esclusivamente per motivi economici. È arrivato il momento di dire basta, come chiede l’87,3 per cento degli italiani»

 

Sabato 28 settembre 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni del gruppo ALDE, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali e membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo era al fianco dei moltissimi cittadini riunitesi in piazza della Borsa a Trieste per partecipare alla manifestazione contro la vivisezione. (FOTO)

 

All’appuntamento, in cui è intervenuta anche la RAI per le riprese, erano presenti Anna Stancanelli del Comitato liberi cittadini per la difesa degli animali e molte associazioni tra le quali l’ OIPA, No Stabulario, LAV, ENPA, Ricomincio da Cane. Nell’occasione sono state raccolte le firme per la petizione europea di iniziativa popolare STOP VIVISECTION, che ha l’obiettivo di chiedere alla Commissione europea la fine della vivisezione in tutta Europa. Il 20 ottobre prossimo scade il termine per la raccolta delle firme sui moduli cartacei, mentre fino al 1 novembre ci sarà tempo per la raccolta online.

 

«A Trieste per dire basta alle atrocità della vivisezione eravamo oltre cento persone - ha affermato l’eurodeputato Zanoni - Ho ricordato i dodici milioni di animali sezionati ogni anno in Europa e gli oltre 2 milioni e 600 mila sottoposti a esperimenti nei laboratori italiani tra il 2007 e il 2009. Molti cittadini mi hanno avvicinato per chiedermi chiarimenti sulla petizione “STOP VIVISECTION”. Ho spiegato loro che si tratta dell’occasione per partecipare in prima persona all’attività legislativa dell’Unione Europea: i cittadini dell’Ue che raccolgono 1 milione di firme in almeno 7 Stati Membri possono chiedere alla Commissione Europea di rivedere leggi già promulgate sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici. Le motivazioni dell’iniziativa ricalcano quelle espresse sei anni fa dal National Research Council americano nel rivoluzionario rapporto ufficiale intitolato “Toxicity Testing in the 21st Century: a Vision and a Strategy”. La sperimentazione sugli animali non offre dati attendibili per la specie umana, perciò va superata al più presto. La vivisezione è un mero alibi, sostenuto esclusivamente per motivi economici. Un esperimento effettuato su una cavia animale è inutile, perché è ormai provato che sull’uomo i medicinali hanno altri effetti. Vengono volutamente ignorati e taciuti studi genetici e biologici di maggiore aiuto, come la sperimentazione di farmaci su organi umani riprodotti in laboratorio partendo da tessuti umani ottenuti senza fare violenza su nessuno. Con la petizione in corso si chiede, quindi, alla Commissione europea di abrogare la Direttiva 2010/63/UE sulla vivisezione e di presentare una nuova proposta che abolisca l’uso della sperimentazione su animali, rendendo obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’uso di dati specifici per la specie umana. Stando tra la gente ci si accorge della sensibilità che si sta diffondendo sempre di più verso gli animali. Le persone che ho incontrato a Trieste mi hanno rivolto domande sulla mia attività al Parlamento europeo: volevano approfondire la questione del randagismo, le drammatiche situazioni dei cani in Romania, destinati ad essere soppressi dopo 14 giorni dalla cattura e di quelli uccisi nelle perreras spagnole».

 

 

BACKGROUND

 

Zanoni da anni ha fatto del benessere animale uno dei principali obiettivi del suo impegno in Europa, che mira al miglioramento dell’attuale Strategia europea con l’introduzione di regole obbligatorie sulla tutela di ogni forma di vita animale in tutti i 27 Paesi membri, alla luce dell’articolo 13 del Trattato di Lisbona che definisce gli animali come “esseri senzienti”.

 

Il 27 settembre 2012, Andrea Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere “informazioni sull’attività del Centro europeo ECVAM, che valida i metodi alternativi alla vivisezione e per esorcizzare la possibilità di una deroga all’entrata in vigore del divieto di test cosmetici sugli animali nel marzo 2013”.

 

Lo scorso giugno Zanoni ha scritto al Presidente del Senato Renato Schifani, al Premier Mario Monti, al Presidente della Camera Gianfranco Fini e ai presidenti della XIV e XII Commissione del Senato, alla vigilia del voto dell’art. 14 della Legge Comunitaria 2011 riguardo i criteri e i vincoli di recepimento della Direttiva 2010/63/UE sulla sperimentazione animale.

 

Nella sua battaglia contro la vivisezione sul fronte europeo Zanoni ha fatto il possibile per attirare l’attenzione dell’Europa verso quanto accadeva all’interno delle mura di Green Hill, presentando un’interrogazione scritta nel dicembre 2011 e andando in prima persona alla manifestazione dello stesso mese (VIDEO). L’Europa ha risposto che spetta alle autorità degli Stati membri farsi “garanti del rispetto delle normative unionali nei rispettivi territori, controllando in questo modo la corretta applicazione e osservanza delle disposizioni”.

 

Zanoni ha sottoscritto la petizione con cui, il 3 settembre scorso, il Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali ha ufficialmente richiesto un incontro al nuovo Rettore dell’Università di Trieste Maurizio Fermeglia per consegnare le 8000 firme raccolte per chiedere che i fondi pubblici destinati alla ristrutturazione dello stabulario dell’Ateneo triestino siano invece volti a finanziare la sua conversione in un vero Polo di ricerca scientifica.

 

 

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