“La megalomania del sindaco Brugnaro non può andare contro il rispetto della legge. Porto Marghera è tra le aree del Veneto che producono maggiore inquinamento luminoso, il faro gigante da 72.000 Watt non può che peggiorare una situazione ambientale già grave, oltre a rappresentare uno spreco economico non indifferente”. Ad affermarlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico primo firmatario di un’interrogazione sul caso di Ramses II, l’installazione in grado di sprigionare un fascio di luce alto 12 mila metri e visibile, con buone condizioni meteo, da tutto il Veneto. Un faro enorme ospitato per tre mesi da Cereal Docks per celebrare il centenario di Porto Marghera.

“Già prima dell’accensione, avvenuta il 15 gennaio, l’associazione Veneto Stellato, tramite il suo presidente Leopoldo Dalla Gassa, aveva inviato a sindaco, Arpav di Venezia e ancora alla direzione generale di Arpav ed Enac in cui si chiedeva di sospendere questa iniziativa per rispettare quanto previsto dalla Legge regionale 17 del 2009, ‘Nuove norme per il contenimento dell'inquinamento luminoso, il risparmio energetico nell'illuminazione per esterni e per la tutela dell'ambiente e dell’attività svolta dagli osservatori astronomici’. In particolare - ricorda il consigliere dem - l’articolo 9 vieta su tutto il territorio regionale ‘l’utilizzo anche temporaneo, di fasci di luce fissi o rotanti, di qualsiasi colore e potenza, come i fari, i fari laser, le giostre luminose e ogni tipo di richiamo luminoso, a scopo pubblicitario o voluttuario, come i palloni aerostatici luminosi e le immagini luminose che disperdono luce verso la volta celeste. È altresì vietata l'illuminazione di elementi del paesaggio e l’utilizzo delle superfici di edifici o di elementi architettonici o naturali, per la proiezione o l’emissione di immagini, messaggi o fasci luminosi, a scopo pubblicitario o voluttuario’. Mi sembra che non ci sia pericolo di fraintendimenti”. Tuttavia il mega faro è in funzione e le iniziative per chiedere il rispetto delle norme in materia ambientale si sono moltiplicate.

“Anche perché - aggiunge Zanoni - l’Arpav ha fatto una parziale retromarcia, revocando la diffida al Comune, chiedendo di vedere il progetto con informazioni sulle caratteristiche dell’impianto luminoso e alle modalità d’uso previste. Nel frattempo l’associazione Veneto Stellato ha presentato due esposti, uno al Tribunale di Venezia e l’altro alla Corte dei Conti per denunciare il comportamento della Giunta Brugnaro. Anche il presidente dell’Unione Astrofili Italiani, l’avvocato Mario Di Sora, ha scritto al sindaco per convincerlo a fare retromarcia e online, sulla piattaforma Change, c’è una petizione che in pochi giorni ha superato le 6.200 adesioni. Anche a fronte di questa mobilitazione credo che la Regione debba intervenire prima possibile, e sarebbe comunque in ritardo, facendo rispettare la legge e tutelando l’ambiente”.