Venezia, 26 luglio 2019

“Invito l’assessore Bottacin a leggere i documenti della Regione prima di rispondere a vanvera, così eviterebbe figuracce. Perché le ipotesi sono due: o non sa di cosa parla, ed è grave, oppure non ha il coraggio delle proprie azioni e si comporta da Ponzio Pilato, scaricando su altri la responsabilità di scelte che invece stanno tutte in capo a Palazzo Balbi. Come nel caso del vigneto di Premaor di Miane”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, ribatte all’assessore all’Ambiente in merito all’autorizzazione di una vigna, con distruzione di bosco, all’interno dell’area Unesco e addirittura nella ‘core zone’, arrivata appena 24 ore dopo dal riconoscimento di Baku.

 

“Avendo il documento sotto mano, è fin troppo facile smascherare le bugie di Bottacin; ‘carta canta, villan dorme’. Dire che la responsabilità è di altri e che l’area non era sottoposta a vincolo idrogeologico è falso. L’autorizzazione, infatti, è su carta intestata ‘Regione del Veneto - Giunta regionale’ e nella tipologia dei lavori si parla di ‘interventi di sistemazione agraria con riduzione di superficie boscata per impianto di nuovo vigneto in area sottoposta a vincolo idrogeologico’. In poche righe ecco servita una doppia smentita. E anche per quanto riguarda la Soprintendenza non c’è alcun parere positivo, se vogliamo essere precisi: sono passati i giorni a disposizione perché si esprimesse e quindi è scattato il silenzio-assenso che è una cosa ben diversa.

 

È sconfortante che un rappresentante istituzionale confezioni tante inesattezze: ha perso un’altra occasione per stare zitto. Non so se dipenda dal caldo di questi giorni o se, invece, Bottacin stia ricoprendo un ruolo troppo grande per la sua conoscenza sia della legge che della macchina regionale. Vista la sua delega, ci si aspetterebbe la difesa dell’ambiente e invece questo giustifica lo scempio. Corre in soccorso a Zaia facendo peggio del Governatore che predica bene e razzola male”.