“Nell’approvare la legge sul turismo equestre l’aula ha ceduto il passo alla lobby venatoria. È stata infatti sottovalutata la disposizione prevista all’articolo 3 sulle ippovie del Veneto che prevede che queste devono stare a una distanza non inferiore ai 150 metri dagli appostamenti di caccia. Ciò significa che questi percorsi si troveranno a fare delle deviazioni circolari di 150 metri da ogni casotto presente sul territorio. È una disposizione che rasenta il ridicolo”. Così Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico commenta il provvedimento approvato ieri.

 

“Ve lo vedete il governatore Zaia, appassionato di equitazione nelle campagne venete, fare questi slalom, neanche fosse una pista da sci, ogni volta che incontra un cacciatore a capanno? Con questa legge abbiamo dato il via ad un nuovo sport, lo slalom a cavallo. È un mondo alla rovescia, non saranno i cacciatori che utilizzano potenti fucili a dover stare lontani da questi percorsi per l’incolumità delle persone, ma i cittadini a cavallo che dovranno cambiare percorso, con deviazioni credo spesso anche impraticabili. Per riportare un po’ di buon senso al progetto di legge avevo presentato un emendamento che aboliva questa disposizione, bocciato dalla maggioranza, e uno (sostenuto da tutta la minoranza) che introduceva, come accade in altre regioni d’Italia, delle distanze di sicurezza per chi esercita la caccia da ippovie, centri ippici e zone di ristoro, anche questo respinto.

(Testo dell’emendamento: “Al fine di tutelare le persone e gli equidi è vietato: a) l'esercizio venatorio nelle zone comprese nel raggio di cento metri dai punti di sosta e ristoro di cui all'articolo 5;b) l'esercizio venatorio a distanza inferiore a cinquanta metri dalle ippovie; c) l'esercizio venatorio ad una distanza inferiore a metri 100 dai recinti dei centri ippici; d) sparare da distanza inferiore a centocinquanta metri con uso di fucile da caccia con canna ad anima liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi, in direzione di immobili, fabbricati e stabili adibiti a centro ippico e in direzione delle ippovie”).

 

Infine stessa sorte per l’emendamento che avevo presentato e che prevedeva la realizzazione di ippovie senza cemento. È un peccato perché è già capitato di vedere, anche recentemente, dei meravigliosi sentieri alberati di campagna e collina venire sacrificati da ruspe e cemento per creare percorsi turistici”.

 

“Durante la discussione della norma ho inoltre osservato che i cavalli sono animali sempre più impegnati dall’uomo per attività ludiche, equestri e turistiche tali da doverli prima o poi considerare degli animali da affezione meritevoli delle tutele riconosciute a questa categoria, una proposta che però, vista l’aria che tira, forse è ancora prematura per un’aula che sulla tutela degli animali purtroppo ha in più occasioni dimostrato di non essere ancora all’altezza. Pur condividendo l’impronta della norma ‘Disposizioni regionali per il turismo equestre e la valorizzazione delle attività con gli equidi’ ho votato contro l’articolo 3 sulle ippovie e mi sono astenuto nel voto finale perché ritengo gravi i problemi a cui non viene data risposta”.