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Zanoni (PD): “Sulle deroghe alla caccia in zona arancione la mia posizione è la stessa di Variati e Zingaretti; saggiamente la Regione ha evitato di emanare una terza circolare”

 

 

Venezia, 13 gennaio 2020

“Sulla caccia fuori Comune in zona arancione la mia posizione è la stessa del sottosegretario all’Interno Achille Variati e del nostro segretario Nicola Zingaretti che, nonostante le pressioni delle associazioni venatorie, come presidente del Lazio ha detto no a deroghe illegali e assurde, visto il periodo che stiamo vivendo. Ai colleghi Montanariello e Zottis dico che tutte le posizioni sono rispettabili, ma dobbiamo schierarci per il rispetto della legalità ed essere coerenti: se come PD Veneto e come gruppo consiliare auspichiamo un inasprimento delle restrizioni per ridurre il contagio, chiedendo addirittura la zona rossa, non possiamo poi chiedere un trattamento di favore per i cacciatori che pretendono deroghe illegali. Le deroghe sono irrispettose del lavoro di medici, infermieri e di quanti sono in prima linea per contrastare la diffusione della pandemia, nonché di tutti i cittadini che rispettano le limitazioni. La legge è uguale per tutti e noi del Partito Democratico non dobbiamo assecondare chi vuole privilegi con cittadini di serie A e di serie B”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, ribadendo la propria  contrarietà alle misure ‘ad personam’ che permettono alle doppiette di spostarsi, anche in zona arancione, al di fuori del Comune di residenza per raggiungere Atc, aziende faunistico-venatorie e comprensori alpini. “Una posizione che non è isolata, poiché l’interrogazione numero 42 depositata nei giorni scorsi sul tema è stata sottoscritta da altri colleghi di minoranza: Vanessa Camani, Anna Maria Bigon, Cristina Guarda e Arturo Lorenzoni. In ogni caso, anche in seguito alla mia lettera inviata ai Prefetti sabato scorso nella quale chiedevo di intervenire in merito, Zaia ha preferito non andare oltre. Dopo la circolare del 28 dicembre e quella dell’8 gennaio che consentiva la deroghe fino a domenica 10, la Regione ha finalmente e saggiamente deciso di non assecondare ancora le richieste dei cacciatori, con provvedimenti illegittimi”.

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