Venezia, 2 dicembre 2019

“Sabato a Treviso abbiamo visto una piazza allegra e festosa, determinata ma pacifica, con tanti giovani, anziani, famiglie e bambini.  Si respirava una bella atmosfera e non ci sono stati insulti né tantomeno cori fascisti. Sono assurdità, il sindaco Conte dovrebbe cambiare informatori oppure la prossima volta partecipi direttamente, eviterebbe figuracce come questa”. Così Andrea Zanoni commenta le critiche rivolte dal primo cittadino e da altri esponenti leghisti alla manifestazione di sabato scorso in piazza Borsa, promossa dal movimento delle sardine, cui ha partecipato il consigliere regionale del PD. 

 

“Un presidio senza bandiere e con qualche cartello ironico, ma senza offese: capisco che il Carroccio e i suoi alleati preferiscano buttarla in caciara, una piazza stracolma, oltre ogni aspettativa, nel capoluogo della provincia più leghista d’Italia è un affronto insopportabile, uno smacco per il partito di Zaia e Salvini. Nessuno ci credeva e allora meglio inventare fatti mai accaduti. È stata invece un’occasione per ribadire certi valori, l’antifascismo e l’antirazzismo, scritti nella nostra Costituzione e che dopo oltre 70 anni dalla sua entrata in vigore pensavamo fossero assodati.

 

Purtroppo non è così e ancora oggi è necessario manifestare contro l’odio e l’intolleranza sparsi a piene mani, come lucida strategia elettorale, da una precisa parte politica. Cercare un nemico, alimentare la guerra tra poveri è funzionale all’azione amministrativa della Giunta Zaia, in modo da far passare sotto silenzio le scellerate politiche ambientali, sanitarie e agricole e i gravissimi danni per il territorio, anche dal punto di vista economico, che gravano e graveranno sulle attuali e soprattutto sulle future generazioni”.