Venezia, 15 giugno 2018

“Il gallo cedrone investito e ucciso a Malga Domador, nel Bellunese, è solo l’ultimo esempio. La conservazione della fauna alpina è a rischio, con svariate specie a rischio estinzione. Per questo la Regione dovrebbe non solo applicare la normativa comunitaria in maniera più stringente, ma anche rafforzare le misure di tutela”. Il sollecito è contenuto in una interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri Andrea Zanoni (Partito Democratico), Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (M5S), dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura, che trae spunto da quanto accaduto lo scorso maggio lungo una strada chiusa, in una Zona di protezione speciale della Rete Natura 2000: un gallo cedrone investito da un fuoristrada. “È evidente che la vigilanza nelle strade montane chiuse al traffico sia insufficiente o comunque inefficace. Si trattava di un esemplare raro, tanto che, per studiarne il comportamento la sezione bolognese dell'Ispra aveva in programma di applicargli un sensore. Gli inquirenti avrebbero individuato i responsabili, ma il problema rimane: troppe specie sono messe in pericolo dalle aggressioni dell’uomo. Le zone montane sono frequentate ogni anno da migliaia di persone e solo una piccola parte ha un’adeguata educazione ambientale: la loro presenza, per esempio, disturba la nidificazione a terra della femmina del  Gallo cedrone che, spaventata, abbandona nido e prole con la specie che è quindi destinata ad estinguersi perché non si riproduce più”.

“Le misure per tutelare la fauna alpina e selvatica ci sarebbero - spiega Zanoni - la Direttiva Uccelli 2009/147/CE del Parlamento europeo, la Direttiva Habitat, così come la legge regionale 157/92 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio’. Bisognerebbe applicarle in maniera rigida e sistematica, anche inasprendo le sanzioni. Nei mesi scorsi, insieme ad altri consiglieri di opposizione, ho presentato una proposta di legge di modifica dell’articolo 7 della legge regionale 14/92 sulla ‘Disciplina della viabilità silvopastorale’, in cui si chiedeva proprio di rafforzare controlli e multe visto l’indiscriminato transito di moto e motoslitte lungo sentieri e mulattiere dove in realtà sarebbe vietato. Non solo deturpano letti di torrenti, boschi e pascoli, ma mettono a rischio l’incolumità di chi li percorre a piedi, in bicicletta o a cavallo. La situazione non può che peggiorare senza un intervento delle istituzioni, Regione in primis. Perciò chiediamo a Zaia di attivarsi rapidamente in modo da proteggere specie in via di estinzione che sono un patrimonio di tutti i veneti”.